Russia: il nuovo reality show consente “risse, stupri e omicidi” tra i concorrenti

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Pur di attirare telespettatori – e aumentare l’onnipresente share – ne inventano di tutti i colori, anche superando i limiti imposti dalla legge. Tra le non poche polemiche, a breve verrà messo in onda in Russia un reality show che ha già conquistato il “premio” per lo spettacolo televisivo più violento di tutti i tempi: si chiama “Game 2: Winter”, inizierà nei prossimi mesi e somiglia più ad un’inquietante versione reale degli Hunger Games – l’arena inventata dalla scrittrice Suzanne Collins – che ad un programma televisivo.

Se nel romanzo fantascientifico post apocalittico ogni anno 16 ragazzi vengono fatti combattere all’ultimo sangue in mondovisione, anche in “Game 2: Winter” i partecipanti potranno andarci altrettanto pesante. Le regole infatti affermano chiaramente che, durante le trasmissioni, “tutto è consentito. Alcol, fumo, risse, omicidi, stupri. Tutto”.

I concorrenti dovranno sopravvivere per nove mesi nelle foreste siberiane, abbandonati e armati solo di un coltello. Lì – “accompagnati” da temperature che vanno dai +20 della brevissima estate ai -45 dei mesi invernali – dovranno cacciare e pescare e fare qualunque cosa serva pur di sopravvivere, compresi omicidi e violenze. Chi vincerà la sfida (o sarebbe meglio dire: chi sopravviverà) si porterà a casa un premio da 2 milioni di euro.

L’idea della sfida estrema è del miliardario Yevgeny Pyatkovsky, che sottolinea come gli organizzatori dello show non si prenderanno alcuna responsabilità per quello che accadrà ai concorrenti. “Non accetteremo richieste dai partecipanti, anche se fossero uccisi o stuprati. Questo sarà chiarito in un documento che i concorrenti firmeranno prima di partecipare allo show”.

Per fortuna, checché ne dicano gli organizzatori, lo show non potrà derogare dal codice penale russo: se veramente dovesse venire commesso un crimine, l’autore sarebbe perseguito dalla polizia, giudicato e condannato. Probabilmente, è solo una magra consolazione per la vittima, se dovesse essere ancora viva al momento della sentenza.

Gli organizzatori hanno anche pensato bene di non far eseguire le riprese video da una troupe in carne ed ossa le riprese. Considerando anche l’habitat poco ospitale, i concorrenti saranno “seguiti” da oltre 2000 telecamere posizionate lungo i percorsi. Un’ulteriore motivazione, spiegano i contestatori, per spingere le persone ad abbrutirsi e compiere atti fuori legge.

Come “contentino”, gli organizzatori assicurano che ogni partecipante sarà dotato di un “pulsante di soccorso” che gli permetterà di venire immediatamente evacuato qualora non se la senta più di partecipare alla sfida o che qualcuno dei tanti animali selvaggi (o gli altri concorrenti) attenti alla sua vita. Sempre che abbia il tempo di attendere l’arrivo dei soccorsi … in elicottero. Una volta recuperato, sarà anche eliminato dal gioco. Poco importa se vivo o morto: come cantava il compianto (e spesso profetico) Freddie Mercury: “Lo spettacolo deve andare avanti”.

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