Otto Paesi finanzieranno le ong pro-aborto dopo i tagli di Trump

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Istituire un fondo internazionale per colmare la mancanza di fondi a cui andranno incontro le Organizzazioni internazionali pro-aborto che operano negli Stati Uniti. E’ queso l’obiettivo della coalizione “She decides” – lei decide – di cui è primo promotore l’Olanda.

I Paesi pro-aborto

A lanciare la coalizione è stata l’Olanda, che già da fine gennaio – tramite un annuncio dato dalla ministra olandese dello Sviluppo, Lilianne Ploumen – si era dimostrata contraria al provvedimento di Donald Trump. Dall’Olanda hanno fatto sapere che doneranno 10 milioni di dollari alle ong pro-aborto. A questi si aggiungeranno altri 20 milioni donati da Belgio e Danimarca. A questi si sono aggiunti Svezia, Finlandia, Lussemburgo e Capo Verde.

La Mexico City Policy

Nonostante le sue controverse idee politiche, come ad esempio le limitazioni all’immigrazione, Donald Trump si è sempre mostrato contrario all’aborto. Ciò lo ha portato a firmare una serie di ordini esecutivi, tra cui quello volto a ripristinare la Mexico City Police, impedendo così alle organizzazioni internazionali non governative, impegnate nel fornire servizi alle donne che decidono di abortire, di ricevere finanziamenti dal Governo degli Stati Uniti. Il provvedimento era stato introdotto nel 1984 dall’allora presidente repubblicano Ronald Reagan e sottoscritto a Città del Messico. Fu annullato sotto la presidenza Clinton nel gennaio del 1993 e ripristinato ancora da George W. Bush durante il suo primo mandato nel 2001. Infine, annullato dall’ultimo presidente democratico, Barack Obama, nel 2009.

 

 

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