Frasi choc sullo stupro, la Rete si indigna

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La notizia di uno stupro colpisce e indigna. Ma a destare sgomento sono anche quelle dichiarazioni che provano maldestramente a giustificare questo atto deprecabile oppure a minimizzarne l'entità.

Negli ultimi tempi in Italia si sono registrate diverse e spesso efferate violenze a danno di donne e di un transessuale. Tra le tante parole di condanna che sono state spese, emerge tuttavia anche qualche frase che ha generato comprensibili reazioni di stizza da parte dell'opinione pubblica.

Il fatto di Rimini

A fine agosto quattro giovani, tutti extracomunitari, si sono avventati con ferocia su una coppia di polacchi su una spiaggia di Rimini. Hanno picchiato e lasciato privo di sensi lui, e poi hanno ripetutamente violentato lei, fino a sfinirla. I quattro aguzzini sono stati rintracciati solo alcune ore dopo il misfatto.

L'avvocato

La vicenda ha suscitato un'ondata di sdegno. In questo clima ha fatto il giro del web un video in cui Carmen Di Genio, avvocato del Comitato Pari Opportunità Corte d’Appello di Salerno, afferma dopo la violenza di Rimini: “Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare una persona, perché lui probabilmente non lo sa nemmeno, non lo sa proprio”.

Il mediatore culturale

Lo stupro di Rimini ha raccolto diverse reazioni. Sul tema ha deciso di intervenire, non a voce ma attraverso un post su internet, anche un mediatore culturale di una cooperativa di Bologna.

Il ragazzo, uno studente di giurisprudenza pachistano di ventiquattro anni, ha scritto: “Lo stupro è peggio ma solo all'inizio, poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale”. Poi l'ha subito cancellato, ma era troppo tardi. Il commento disgustoso stava già facendo il giro del web.

L'indagine

Dopo le polemiche scatenate, la cooperativa ha deciso di mandare via il ragazzo. Su di lui è stata inoltre aperta un'indagine per istigazione a delinquere. È notizia di questi giorni che il giovane ha chiesto un interprete per poter parlare con il giudice. Peccato che quando lavorava da mediatore o quando scriveva commenti vergognosi, non si sia posto il problema della lingua italiana.

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