Blasfemia sulla facciata della cattedrale di Innsbruck

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Chi ad agosto ha visitato la Cattedrale di San Giacomo di Innsbruck, se conosce il tedesco, avrà sicuramente notato un grave paradosso. E forse, comprensibilmente, ne sarà rimasto scioccato. A caratteri cubitali, sulla facciata ricoperta dalle impalcature per lavori di ristrutturazione, campeggiava una scritta rossa che recitava: “Fino a quando Dio avrà la barba io sarò femminista“. Una frase blasfema che si inserisce in una serie di installazione intitolate “Solange” con cui una artista vorrebbe prendere di mira simboli istituzionali che definisce “patriarcali”. Prima della Cattedrale di Innsbruck, la donna aveva fatto installazioni simili anche in altri posti, sempre in Austria. “Ovviamente, nessun poster o t-shirt con scritte in rosa possono cambiare il mondo, ma bisogna comunque sensibilizzare su questi argomenti, altrimenti non accadrà nulla“, dice l'artista.  Difficile che un'imbrattutura così grande sia stata possibile senza l'autorizzazione di chi gestisce il luogo sacro. E infatti, riferisce lo Spiegel, l'installazione è stata autorizzata dal vicario generale della Cattedrale, Florian Huber, e, sottolinea Corrispondenza Romana, anche dal vescovo della diocesi locale, Hermann Glettler.

Quest'ultimo, conosciuto come “artista pastore”, avrebbe avuto un ruolo da protagonista. “In particolare Glettler – si legge su Corrispondenza Romana -, prima di essere nominato vescovo di Innsbruck da Papa Francesco il 27 settembre 2017, si era fatto conoscere nel 2014 per le proprie 'doti artistiche' attraverso una particolarissima installazione d’arte, intitolata Wounded Light, che rappresentava una rivisitazione in chiave moderna della statua del Sacro Cuore di Gesù“. Insomma, quello tra il vescovo e la femminista è un connubio in nome dell'arte. La stessa artista, interprellata dallo Spiegel, afferma riferendosi al presule: “Insieme abbiamo cercato un testo adatto. Non è stato facile, non sapevo quanto sarebbero stati coraggiosi“. Eppure seguire la corrente mondana non richiede coraggio, il quale, al contrario, è richiesto a chi, sacerdote o laico, testimonia la fede cristiana sfidando insulti e ostilità.

 

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