Un prete di strada accanto a Francesco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:18

Il sacerdote uruguayano scelto da Francesco andrà ad occupare un ruolo fondamentale nell’organizzazione pontificia. Da Capovilla con Giovanni XXIII a Macchi con Paolo VI, da don Stanislao con Wojtyla a padre Georg con Ratzinger, il segretario del Pontefice è una figura influente e rispettata nei Sacri Palazzi. “Il segretario è il filtro tra il Papa e il mondo”, sintetizza un funzionario di lungo corso nei dicasteri d’Oltretevere.

Concittadino di Carriquiry

Il nuovo “angelo custode” del Papa è un sacerdote di strada, concittadino di  Guzmán Carriquiry Lecour, segretario-vicepresidente della Pontificia Commissione per l’America Latina e amico di lunga data di Jorge Mario Bergoglio. Padre Gonzalo Aemilius, del clero di Montevideo, in Uruguay affiancherà l'attuale segretario particolare di Francesco, padre Yoannis Lahzi Gaid. Fa sapere li direttore della Sala Stampa Vaticana, Matteo Bruni: “Il Pontefice ha chiamato come suo segretario personale padre Gonzalo, nato il 18 settembre 1979, ordinato sacerdote il 6 maggio del 2006 e dottore in teologia. Jorge Mario Bergoglio e il suo nuovo segretario personale si conoscono dal 2006, da quando l’allora cardinale ed arcivescovo di Buenos Aires gli telefonò perché aveva sentito parlare del suo lavoro con i ragazzi di strada.

Al posto di padre Fabian

Gonzalo Aemilius, riferisce Vatican News, prende il posto di padre Fabian Pedacchio, il sacerdote argentino che ha lavorato accanto a Francesco dal 2013 al 2019, tornato il mese scorso al suo incarico alla Congregazione dei vescovi. Proveniente da una famiglia agiata di Montevideo, una nonna ebrea e genitori non credenti, Gonzalo Aemilius si è convertito durante il liceo, colpito dall'opera di alcuni sacerdoti che aiutavano i ragazzi di strada nonostante le minacce di morte: decise di farsi prete e di dedicare la sua vita ai ragazzi poveri e abbandonati del suo Paese.

A Sant'Anna

Il 41enne sacerdote era diventato un volto noto perché la mattina del 17 marzo 2013, mentre salutava i fedeli radunati fuori la Porta Sant'Anna, il nuovo Papa lo vide tra la folla e lo invitò a seguirlo nella chiesa dove stava per celebrare la sua prima messa con i fedeli dopo l'elezione. Al termine della liturgia, Francesco lo aveva chiamato accanto a sé e lo aveva presentato a tutti chiedendo di pregare per lui e per il suo lavoro con i ragazzi di strada. Padre Aemilius, evidenzia l’Agi, è stato direttore del Liceo Jubilar Juan Pablo II in Uruguay e ha studiato per due anni teologia a Roma. Intervistato dall'Osservatore Romano, il giorno dopo, aveva raccontato che dell'allora arcivescovo Bergoglio lo colpiva la capacità di integrare valori diversi e convogliarli in un'unica direzione:  “Fare esperienza di questa sua capacità è stato decisivo nella mia vita. Mi ha insegnato a trarre il meglio che c'è in ogni individuo, per quanto possa essere diverso da tutti gli altri, e a metterlo a frutto per il bene di tutti”.

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