Carabiniere ucciso, oggi il processo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:41

Si incardina stamane presso la Corte d'assise del tribunale di Roma il processo per l'omicidio del vicebrigadiere dei Carabiniei, Mario Cerciello Rega, accoltellato dal 18enne statunitense Finnegan Lee Elder il 26 luglio scorso nell'affollato quartiere romano di Prati, hub turistico come mostrato dagli svariati hotel, fra cui Le Meridien, dove Elder soggiornava con Gabriel Christian Natale Hjorth, l'amico anch'egli statunitense che – a detta dell'accusa – avrebbe ingaggiato la rissa, poi sfociata in tragedia.

Il caso

Secondo l'autopsia, Cerciello Rega sarebbe stato colpito da undici coltellate, su entrambi i fianchi. Il colpo fatale, però, sarebbe stato inferto alle spalle con una veemenza tale da raggiungere lo stomaco. È quello che ad agosto comunicava la relazione preliminare dell'autopsia secondo l'accertamento autoptico sul suo corpo. Individuati i due statunitensi, i pm di piazzale Clodio hanno acquisito i tabulati telefonici dei due, insieme a quelli dei Carabinieri in borghese e di Sergio Brugiatelli, il “pusher” che aveva chiamato i militare per denunciare il furto del suo zainetto. Sono state, inoltre, analizzate ore e ore di video delle telecamere presenti nelle zone interessante: via Cardinale Merry Del Val, nel quartiere di Trastevere, dove i due ragazzi hanno avuto un primo approccio con Brugiatelli, così come quelli di via Pietro Cossa, presso la quale i giovani soggiornavano, e nei cui pressi è avvenuta la colluttazione mortale. Un lavoro complesso, perché nessuna telecamera in prossimità dell'incrocio ha ripreso l'accoltellamento di Cerciello Rega.

Il caso delle intercettazioni

La complessità del caso ha occupato anche i giorni precedienti l'udienza di oggi. Secondo quanto riferito dai legali, le trascrizioni delle interecettazioni tradotte in italiano dalla Procura riprenderebbero contenuti differenti da quelle originali, in inglese. Gli avvocati della difesa, Renato Borzone e Roberto Capra, hanno dichiarato, infatti, che i due – stando a un'opportuna traduzione delle conversazioni – non sapessero che Cerciello Rega e il suo collega fossero Carabinieri. Per questo, hanno annunciato che oggi stesso presenteranno presso la Corte d'assiste la trascrizione con la traduzione fedele alle intercettazioni. Stando ai legali, Elder non sapeva che i due militari fossero di pattuglia, seppure in borghese: “Pensavamo fossero mafiosi, o qualcosa del genere” sarebbe una frase detta dai due giovani statunitensi e non riportata nelle traduzioni finali. Un po' preoccupante quello che è accaduto” ha commentato l'avvocato Renato Borzone.

In una nota diffusa ieri sera, la vedova del Carabiniere ucciso ha solo chiesto che sia fatta giustizia per la morte di suo marito.

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