Natale solidale: 20 famiglie italiane accolgono in casa un rifugiato

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Gli italiani rispondono con solidarietà all’emergenza profughi spalancando le porte delle loro case. Già 20 famiglie, infatti, stanno ospitando tra le mura domestiche un rifugiato. Inoltre, altri 120 nuclei familiari sono già pronti all’accoglienza e altri 100 si sono detti disponibili.

Sono questi i numeri più che rosei del primo anno di attività di “Refugees Welcome onlus”, l’associazione che promuove l’accoglienza in famiglia di rifugiati e richiedenti asilo. “Il nostro primo anno ci ha visti impegnati a trasformare un’idea semplice, aggiungere un posto a tavola, in un metodo strutturato e sicuro, in grado di espandersi e crescere, di coinvolgere i singoli cittadini, ma anche Municipalità, Istituzioni ed Enti del Terzo settore”, spiega Germana Lavagna, presidente di Refugees Welcome Italia, onlus che ha festeggiato il primo anno di attività lo scorso 13 dicembre a Milano. “Ogni singola storia delle 20 convivenze che hanno preso vita – spiega Lavagna – è una storia di incontro, di reciproco riconoscimento e di condivisione”.

Refugees Welcome Italia Onlus sta avviando la formazione di team territoriali in tutta Italia per divulgare la metodologia di lavoro messa a punto grazie al confronto con tutti i protagonisti delle esperienze: le famiglie, i rifugiati, gli attivisti e gli operatori delle associazioni. Dopo Roma, Milano e Bologna, Refugees Welcome è attiva a Torino, Alessandria, Genova, Padova, Modena, Reggio Emilia, Pesaro, Macerata, Firenze, L’Aquila, Catania e Cagliari. Una rete di solidarietà che attraversa lo Stivale dal Nord al Sud, per dare speranza e un futuro nuovo alle migliaia di persone che sbarcano sulle nostre coste ogni anno.

E per quanti, residenti nel Bel Paese, volessero tornare a casa propria ma non hanno i fondi per partire, esiste una possibilità. La Comunità Europea infatti, dopo un blocco di un paio di anni, ha finanziato un nuovo Fondo asilo migrazione e integrazione (denominato Fami 2014-2020) per 3 mila persone che potranno tornare in patria da giugno 2016 a marzo 2018 grazie ai programmi di ritorni volontari assistiti. Tra i soggetti che se ne occupano, c’è il Cir, il Consiglio italiano per i rifugiati, che – con il progetto “Integrazione di ritorno 3” – sta aiutando 270 cittadini provenienti da Colombia, Ecuador, Perù, Ghana, Marocco, Nigeria e Senegal a tornare a casa.

In passato Il Cir ha già seguito 101 persone. “Tra i migranti in Italia – spiega Valeria Carlini, ufficio stampa e coordinatrice del progetto “Integrazione di ritorno” – c’è chi arriva e chi ritorna. E’ già da tempo, infatti, che a causa della crisi economica ed occupazionale molti residenti immigrati di lunga data decidono di fare le valigie e tornare a casa. Si parla di circa 200 mila persone cancellate dall’anagrafe della popolazione residente in Italia”.

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