Il lavoro disprezzato

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liliana ocminIl Coordinamento Nazionale Donne continua senza posa a svolgere una fondamentale funzione di stimolo rispetto alle strategie politiche finalizzate all’attuazione dei principi di parità e pari opportunità tra uomini e donne nel nostro Paese. La Cisl ribadisce la necessità di un dicastero sulla materia e ha dato la propria disponibilità a collaborare per rimuovere gli ostacoli che tuttora impediscono una parità reale tra i due sessi e, in particolare, sul fenomeno della violenza nei confronti delle donne. In merito al Piano antiviolenza, va riconosciuto l’impegno dello Dipartimento delle Pari Opportunità nell’aver inserito il tema della violenza sui luoghi di lavoro e il coinvolgimento delle parti sociali a livello territoriale da noi più volte richiesti. Dal mese di settembre sarà avviata la fase attuativa del Piano Antiviolenza e del Piano Antitratta, anche attraverso l’avvio di una campagna di pubblicizzazione e promozione del congedo per le lavoratrici vittime di violenza, misura prevista nel Jobs Act.

Un altro impegno istituzionale è stato il tavolo di confronto con la società civile e i sindacati, promosso dal Ministero Affari Esteri, ai fini della redazione del VII Rapporto nazionale alla Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne.

Come Cisl non abbiamo fatto mancare la nostra visione sottolineando la grave situazione occupazionale delle donne, in particolar modo nel mezzogiorno, la difficoltà di accesso e di permanenza nel mercato del lavoro nonché sulla conciliazione famiglia/lavoro.

In Europa e anche in Italia poi, secondo le statistiche, le donne arrivano a guadagnare fino al 30% in meno dei colleghi uomini con una differenza più marcata tra le persone laureate. Per sensibilizzare e denunciare questa situazione, Milano è stata la lcation di una campagna della fondazione Pubblicità Progresso attraverso il lancio di un video nel quale viene ripreso con una telecamera nascosta un colloquio di lavoro dove viene preferito un uomo a una donna pur richiedendo un identico riscontro economico e ancora l’immagine di una donna che regge una banconota da 10 euro su cui però è scritto 7 euro.

Una disparità che non riguarda solo l’inizio della carriera lavorativa delle donne ma anche gli anni a seguire, soprattutto a causa della mancanza di servizi in grado di favorire la conciliazione vita/lavoro e che costringe spesso le donne a scegliere, specie dopo la nascita di un figlio, rinunciando al proprio posto di lavoro, con la conseguenza che una volta rientrate si ricomincia tutto da capo, con stesso inquadramento e stesso stipendio. Il superamento della disparità salariale rimane, insieme alle altre problematiche femminili, una sfida irrinunciabile per il Coordinamento Nazionale Donne che continua a dare il proprio contributo fattivo alla Cisl per un mercato del lavoro ed una società più inclusivi e attenti alle specificità di genere.

 

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