Borse di studio pagate da un’associazione, così il volontariato aiuta la scienza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:35

[cml_media_alt id='3081']il paese di gertrude[/cml_media_alt]Cosenza – Il volontariato ha un’anima rossa come il sangue, che ridona la vita a chi soffre di malattie ematologiche o necessita di un trapianto di midollo osseo. Dal 2012 si attiva per questo Il Paese di Gertrude, un’associazione di volontariato la cui missione è sensibilizzare al problema per accrescere il numero di donatori di sangue e di midollo osseo, e raccogliere fondi destinati  ad altre Associazioni che si dedicano alla ricerca . Tra queste l’Ape, Associazione per i Pazienti Ematologici ed il Centro di tipizzazione Tissutale del presidio Riuniti di Reggio Calabria, unico laboratorio di tutta la Calabria, per il quale è stata istituita una borsa di ricerca.

La sovvenzione servirà a finanziare la collaborazione del personale, in particolare di una ricercatrice, che si occupa di tipizzare e incrementare di nominativi il registro dei donatori di midollo osseo. La scienziata in questione si chiama Valeria Calantoni, di 33 anni. E’ laureata in biologia e si occupa di tipizzazione a Reggio Calabria, in uno dei gruppi di lavoro coordinati dalla dottoressa Pina Romeo, responsabile del registro regionale dei donatori di midollo osseo. Dopo il supporto dell’Admo, ora potrà proseguire il suo lavoro per altri quattro mesi, grazie al sostegno del Paese di Gertrude.

Il nobile lavoro de Il Paese di Gertrude è svolto da un gruppo di volontari, per lo più giovani al di sotto dei 40 anni, che organizza un festival nel mese di agosto a Cittadella del Capo dedicato alla musica e alla scoperta dei talenti locali emergenti, ma nel quale è possibile donare il sangue, iscriversi al Registro Italiano Donatori di Midollo, rivolgersi direttamente al personale specializzato. Questo è possibile grazie all’intensa collaborazione con L’Avis (Associazione volontari italiani sangue) e l’Admo (Associazioni donatori midollo osseo). L’esperienza del volontariato può, quindi, diventare una risorsa per la collettività e anche per la sanità pubblica, soprattutto quando l’apporto dei volontari consente di sviluppare progetti importanti.

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