Serie A, Juventus e Atalanta chiudono in bellezza. Kean, gol millennial I bianconeri superano il Bologna 2-1 con una rete del classe 2000 al 94'. I nerazzurri battono in casa il Chievo con un gol di Gomez

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Kean Juventus

La Juventus il suo l’ha già fatto, l’Atalanta ha fatto anche troppo: eppure entrambe chiudono con una vittoria una stagione strepitosa, capace di regalare ai bianconeri il sesto scudetto consecutivo, ai bergamaschi il ritorno in Europa dopo 26 anni. A farne le spese, in questo doppio anticipo della 38esima e ultima giornata della Serie A 2016-2017, le tranquille Bologna e Chievo, presentatesi all’appuntamento con atteggiamento tutt’altro che remissivo. La sfida del Dall’Ara, tanto per spiegare come la Juve si goda il presente guardando con grande attenzione al futuro, lo firma il millennial Kean che, al minuto 94, sigla il suo primo centro in massima serie appena alla terza presenza. Un record assoluto poiché si tratta del primo giocatore nato nel nuovo millennio a siglare una rete in Serie A. Nei 93 minuti precedenti, i gol di Taider e Dybala che stavano indirizzando il match a un pareggio tutto sommato nemmeno ingiusto. A piegare le resistenze del quadrato ChievoVerona, invece, ci ha pensato il fenomenale Papu Gomez che, raccogliendo un assist di Cristante, firma il suo sedicesimo gol in campionato e regala alla Dea il momentaneo quarto posto.

Dea, ci pensa il Papu

In una partita che sa tanto di ultimo giorno di scuola, i veronesi si presentano a Bergamo con l’intenzione ferma di non subire il gioco spumeggiante che ha caratterizzato tutta la stagione della banda di Gasperini. E, a dire la verità, una mano gliela danno gli stessi giocatori atalantini che non riescono ad armonizzare le trame offensive come al loro solito. Tanto impegno ma poche occasioni concrete per i padroni di casa che impattano più volte sul fortino degli scaligeri, capaci persino di scattare in contropiede in un paio di occasioni, impegnando Gollini con De Guzman prima, con Izco poi. Nei nerazzurri, quello ispirato sul serio è sempre Alejandro Gomez, l’unico capace di saltare l’uomo e creare presupposti di gioco dalle parti dell’area clivense. Nel primo tempo, però, il chiavistello giusto non lo trova nemmeno il Papu che, per scrivere non uno ma ben due record deve aspettare 7 minuti della ripresa: da un’azione di Spinazzola (subentrato a Raimondi) sulla sinistra, nasce il cross che l’ex Milan Cristante trasforma in un bellissimo filtrante per il taglio di Gomez che, a tu per tu con Seculin, non sbaglia. Per l’argentino si tratta della rete numero 16 (top score personale), cifra che vale l’aggancio a gente come Doni e Denis per gol fatti in una singola stagione con la maglia della Dea. A questo punto, gli orobici devono solo controllare: la vittoria arriva docile nelle braccia di Gasperini che, per il momento, scavalca la Lazio al quarto posto, in attesa della sfida dei biancocelesti a Crotone, con i calabresi affamati di salvezza. In caso di quarta piazza, sarebbe il miglior risultato nella storia dell’Atalanta.

Kean, pazza gioia

Con l’obiettivo tripelte all’orizzonte, Allegri non vuole comunque cali di concentrazioni e, a eccezione del portiere Audero, manda in campo quasi tutti i titolarissimi, a cominciare dal tridente offensivo composto da Cuadrado, Dybala e Higuain. Il diktat del tecnico toscano è chiaro: giocare a ritmi sostenuti ma senza esagerare, interpretando il match come l’occasione di effettuare un buon test in vista della finale di Cardiff. Il Bologna, da parte sua, gioca la partita che deve giocare, cercando di contenere gli attacchi bianconeri senza strafare. Il risultato è un incontro avaro di occasioni e denso di errori, soprattutto nella prima frazione. Ritmi più intensi nella ripresa, durante la quale entrambe le squadre alzano il baricentro iniziando a darsi maggiormente battaglia. E, sorprendentemente, è il Bologna che passa, grazie a un bel destro a giro di Saphir Taider. E’ la sveglia che serviva alla banda di Allegri che, da quel momento, inizia a macinare gioco, collezionando occasioni in serie fino al 70′, quando Dybala trova il pertugio giusto dopo l’ennesimo miracolo di Da Costa. Nel finale c’è spazio anche per il millennial Moise Kean, al quale il tecnico concede una bella passerella finale, forse senza aspettarsi che di lì a breve sarebbe diventata un’apoteosi per il classe 2000: sul gong del match, al minuto 94, è proprio la testa del giovanissimo bianconero a sbucare nella mischia conclusiva, siglando il gol-vittoria. Una rete che chiude il campionato ma che, probabilmente, apre una nuova meravigliosa pagina, ancora tutta da scrivere.

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