Sempre più frequenti gli interventi chirurgici sul feto in gravidanza

2037

La nuova frontiera della medicina chirurgica è … prenatale. Come dimostrano diversi studi pubblicati nell’ultimo periodo su riviste mediche e scientifiche di settore, mettere un pacemaker, asportare un tumore o correggere una spina dorsale sono interventi che si possono effettuare con (relativa) facilità persino sul feto durante la gravidanza.

Il primo pace-maker fetale

La Southern University della California ha appena presentato sulla rivista Ieee Transactions on Biomedical Circuits il primo pacemaker fetale. “Il pacemaker è abbastanza piccolo da essere impiantato nel feto senza fili esterni – spiega Gerald Loeb, uno degli ideatori – e con una tecnica minimamente invasiva”.

Il dispositivo, che è in attesa solo del primo paziente per la sperimentazione, ha la forma di un cilindro di meno di 4 millimetri di lunghezza: è formato da appena 7 componenti ed ha un design molto semplice, lo stesso dei primi pacemaker degli anni ’50; anche il materiale usato per l’involucro è la ‘vecchia’ resina epossidica, e non il moderno titanio, perchè troppo ingombrante per il cuoricino del feto.

Il dettaglio più difficile da realizzare, dicono i ricercatori, è stato trovare una batteria abbastanza piccola da entrare in un tubicino di pochi millimetri. Problema risolto con la creazione di una piccolissima batteria al litio; dura solo una settimana, ma viene ricaricata esponendo la mamma ad una radiofrequenza. Il baby pace-maker servirà a curare i feti affetti da problemi alla conduzione cardiaca, che portano ad un battito troppo lento con un impatto sullo sviluppo intorno alla 28esima settimana. Una volta nato, il bambino potrà essere operato per ricevere un pacemaker normale.

Asportazione dei tumori

Il momento per le operazioni è sempre più anticipato. Lo dimostra l’operazione eseguita al Children’s Hospital di Philadelpia poche settimane fa. Il team del grande ospedale statunitense ha annunciato di aver asportato un tumore dal cuore di un feto di sole 21 settimane permettendo poi alla mamma di portare a termine la gravidanza. Anche numerosi altri interventi, come la correzione della spina bifida che in passato si faceva solo alla nascita, sono ormai invece quasi di routine in utero.

L’utero artificiale

Inoltre, per aiutare i bambini che rischiano di nascere fortemente prematuri, è stato creato un ‘utero artificiale’, recentemente descritto su Nature communications e sperimentato sulle pecore, in grado di fornire un ambiente molto più simile a quello materno rispetto alle incubatrici, in cui il feto potrebbe portare a termine con successo la gestazione.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS