Erdogan spaventa l’Europa: pronto un referendum sulla Ue "La nostra pazienza non è infinita. Se necessario, potremmo anche consultare il nostro popolo"

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La Turchia sembra allontanarsi sempre più da una possibile adesione all’Unione europea. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan ha accusato Bruxelles di voler spingere Ankara a rinunciare al processo di adesione alla Ue e ha discusso la possibilità di un referendum per decidere sulla questione. Il fondatore dell’Akp – partito attualmente al potere – si è espresso durante un’intervista al quotidiano turco Hurriyet richiamandosi al rapporto della Ue di mercoledì scorso sui Paesi candidati.

Nel testo l’Unione avvertiva Ankara che il peggioramento della Turchia in merito ai diritti umani dopo il fallito colpo di stato stava mettendo a rischio la sua richiesta di adesione. Lo stesso giorno, il commissario Ue all’Allargamento, Johannes Hahn, aveva commentato: “La Turchia ha apparentemente deciso di allontanarsi dall’Europa”; già in quella occasione Ankara aveva respinto il rapporto definendolo “tutt’altro che oggettivo”.

Ieri in serata l’affondo, ventilando lo spauracchio “referendum”: “L’Unione Europea sta cercando di obbligarci a rinunciare al processo di adesione. Se vogliono che non lo facciamo, dovrebbero essere chiari in merito, dovrebbero prendere una decisione”, ha attaccato Erdogan. “La nostra pazienza non è infinita. Se necessario, potremmo anche consultare il nostro popolo”, ha aggiunto Erdogan, alludendo al referendum della Gran Bretagna sulla Brexit.

Già lo scorso giugno Erdogan aveva accusato l’Ue di non voler accettare la Turchia come stato membro perché è “un Paese a maggioranza musulmana”. Il capo di stato turco aveva sottolineato che una membrship era stata promessa ad Ankara già nel 1963, ma 53 anni dopo, non era ancora accaduto nulla: “Perché state rimandando?”. In quella occasione, l’allora premier inglese, David Cameron, aveva commentato: “L’adesione turca all’Ue? Non potrebbe avvenire prima del 3.000”.

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