“Umberto Boccioni. Genio e memoria”: in mostra al Mart di Rovereto Nella ricorrenza del primo centenario della morte dell'artista calabrese

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Nella ricorrenza del primo centenario della morte di Umberto Boccioni (Reggio Calabria, 19 ottobre 1882–Chievo, 17 agosto 1916), il Comune di Milano e il Mart di Rovereto celebrano l’artista con due mostre che ne evidenziano, alla luce anche di documenti inediti, il percorso artistico e la levatura internazionale. Alla grande mostra a Palazzo Reale (23 marzo-10 luglio 2016) farà eco la mostra al Mart (5 novembre 2016-17 febbraio 2017).

“Umberto Boccioni. Genio e Memoria” – si legge nel comunicato stampa – è un progetto concepito dai curatori con un originale taglio critico che offre un percorso selettivo sulle fonti visive che hanno contribuito alla formazione e all’evoluzione dello stile dell’artista.
Dopo Milano, l’attività di Umberto Boccioni viene esplorata a Rovereto attraverso accostamenti con le opere dei suoi coevi, molte delle quali appartenenti alle Collezioni del Mart, e con preziosi materiali d’archivio. La mostra su Boccioni dialoga con l’attività espositiva, sviluppata nel museo e negli spazi della Casa d’Arte Futurista Depero, e si riverbera nella ricerca internazionale dell’Archivio del ’900, presso cui ha sede il Cisf, Centro Internazionale Studi sul Futurismo.

“La mostra dedicata alla figura di Umberto Boccioni rappresenta per il Mart l’occasione di una prestigiosa collaborazione con la città di Milano e i suoi spazi museali per indagare nuovi motivi in merito all’opera di uno dei massimi protagonisti del Novecento.
Tale esposizione – prosegue Gianfranco Maraniello, direttore del Mart – conferma anche la vocazione del museo roveretano, che pone nuovamente al centro dei suoi primari obiettivi culturali le ricerche sull’invenzione della modernità con particolare attenzione, nella città di Fortunato Depero, alle ricognizioni critiche sul futurismo”.

“Proprio dai fondi documentari del Mart – prosegue lo storico dell’arte – emergono alcuni elementi che integrano lo straordinario percorso che con mirabile competenza Francesca Rossi unitamente ad Agostino Contò e il comitato di consultazione scientifica hanno predisposto per la mostra che comincia la propria avventura nelle sale di Palazzo Reale. Occorre sottolineare l’importanza e il coraggio di un progetto che nulla concede alla moda delle rassegne su figure capitali dell’arte moderna, ma si avvale di opere fondamentali e documenti e fonti che con grande rigore ci ricordano la responsabilità nel pensare alla sensatezza e alle ragioni che dovrebbero sostenere un’esposizione: da intendersi sempre come un contributo interpretativo e di prospettiva culturale nella valorizzazione del patrimonio affidato ai musei pubblici. Su tale condivisa responsabilità si è fondata la possibilità di questa importante iniziativa”.

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