Roma, oggi apre il primo Istituto Culturale Coreano in Italia E' l'undicesimo in Europa e il trentunesimo nel mondo

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Apre oggi a Roma, a pochi passi da Porta Pia, il primo Istituto Culturale Coreano in Italia. E’ l’undicesimo in Europa e il trentunesimo nel mondo. La sede scelta è una villa liberty sulla Nomentana completamente restaurata e ristrutturata in modo da rispettare il carattere originale dell’edificio coniugandolo con lo stile e l’essenzialità coreana degli spazi.

All’interno, spazi espositivi, uno studio d’arte, una biblioteca, una sala per proiezioni, convegni e concerti, aule per corsi di lingua, una sala per lezioni di cucina e, all’esterno, un giardino. Primo appuntamento aperto al pubblico, il 27 e 28 ottobre con le lezioni di cucina coreana, le mostre d’arte da visitare e la voce della cantante Kang Hyo Ju, accompagnata da strumentisti coreani, che interpreta il Sain Nori, particolare canto della tradizione musicale di ispirazione sciamanica. Dal 21 novembre, al via la prima Corean Week.

“L’Istituto – sottolinea il direttore Soo Myoung Lee – è un luogo per presentare al pubblico italiano la cultura coreana, ma allo stesso tempo è anche un luogo tramite il quale desideriamo creare armonia con la cultura italiana. Spero che all’interno di questo Istituto gli artisti dei nostri due Paesi possano conoscersi, entrare in sintonia e divenire pionieri di una nuova cultura”.

Yi Munyol, l’unico scrittore coreano noto in Italia e più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura, sostiene che la libertà interiore “è l’unica capace di difenderci da dittature che non sono necessariamente esteriori e politiche, ma possono essere legate a fedi religiose o ideologie”, auspicando “concordia e comprensione tra gli uomini“. E’ questo uno dei propositi “alti” del nuovo Istituto.

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