PARIGI, PREPARAVA ATTENTATI A 15 ANNI: ARRESTATO

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Un 15 enne del XII arrondissement di Parigi è stato arrestato perché sospettato di preparare un attacco terroristico e per presunti legami con i lupi solitari che stavano organizzando il fallito attentato di Notre Dame con un’automobile imbottita di bombole di gas. Il giovane era seguito da aprile e le leggi speciali approvate dopo le stragi del 13 novembre hanno consentito all’antiterrorismo di perquisire il suo appartamento.

Legami con l’Isis

Tra gli obiettivi dell’adolescente, che avrebbe ammesso di voler “morire da martire”, c’erano commissariati, uffici pubblici, parchi e scuole. Nella preparazione degli attacchi aveva seguito le indicazioni del suo mentore, che sarebbe Rachid Kassim, membro dell’Isis attualmente in Siria, in contatto con i killer del sacerdote ucciso il 26 luglio, dei poliziotti ammazzati il 13 giugno, e delle donne arrestate per la tentata strage di Notre Dame.

Stato d’emergenza

In Francia è in vigore lo stato d’emergenza dopo i molteplici attentati che dallo scorso novembre hanno causato quasi 300 morti. Parlando alla radio il premier Valls ha ricordato che la minaccia di attacchi jihadisti contro la Francia è “al massimo” e che “tutti i giorni i servizi, la polizia e la gendarmeria sventano attentati e smantellano cellule iracheno-siriane”. “La Francia – ha spiegato – è un obiettivo. E tutti lavorano per evitare nuovi attentati: attualmente ci sono 1.350 persone sotto inchiesta in carcere e circa 15.000 vengono costantemente monitorate in quanto si sospetta che si stiano radicalizzando … Nonostante ciò ci saranno altri attacchi e altre vittime innocenti”.

Sarkozy all’attacco

Le dichiarazioni del primo ministro francese sono state fatte in seguito a una provocazione dell’ex presidente Nicolas Sarkozy che su “Le journal de dimanche” ha accusato l’attuale capo di stato Francois Hollande di “non fare tutto quanto sarebbe possibile per combattere il terrorismo”. Proponendo tra l’altro un adattamento dello stato di diritto alla situazione, l’applicazione “sistematica” del principio di prevenzione e precauzione a chiunque sia sospettato di legami con il terrorismo, e l’istituzione di un tribunale speciale antiterrorismo.

La replica

Valls gli ha risposto duro. “Sarkozy sbaglia – ha detto – a far credere ai francesi, tra l’altro in modo terribile, che con lui non ci saranno più attentati. Sbaglia come si era sbagliato nel 2012, quando aveva definito Mohamed Merah (attentatore che a Tolosa e Montauban aveva ucciso 11 persone) un lupo solitario”. “E come aveva sbagliato – ha ricordato – da presidente della repubblica sull’entità della minaccia perchè ha abbassato la nostra sicurezza e le nostre difese riducendo gli investimenti e i mezzi, gli uomini e le donne, nelle nostre forze di sicurezza interne e esterne”. “Adesso sbaglia di nuovo – ha concluso Valls – cercando di far fuori lo stato di diritto … Far credere ai nostri compatrioti che si potrebbero risolvere facilmente i problemi legati al terrorismo, significa mentire”.

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