INGV: “OLTRE 200 LE REPLICHE DEL TERREMOTO TRA LAZIO, MARCHE E UMBRIA” L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in conferenza stampa da Roma

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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha organizzato per le 16.00 di mercoledì pomeriggio una conferenza stampa a Roma per dare ulteriori informazioni e approfondimenti sulla situazione relativa agli eventi sismici che si sono verificati il 24 agosto 2016 nelle province di Rieti, Ascoli Piceno, Perugia, L’Aquila e Teramo.

Secondo i dati raccolti dall’Ingv, fino alle ore 15.00 sono state localizzate oltre 200 repliche nella zona interessata. Nello specifico: 70 gli eventi sismici localizzati di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0; 6 quelli di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0, quello avvenuto nella zona di Norcia (PG) con magnitudo 5.4 alle 04:33.

Il terremoto che si è verificato stanotte con epicentro nella provincia di Rieti “è dovuto a un movimento estensionale dell’Appennino,” ha dichiarato Massimo Cocco, sismologo dell’Ingv, poco prima l’inizio della conferenza stampa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, a Roma. Si tratta, ha proseguito Cocco, di una “zona sismica nota, al più alto livello di pericolosità sismica, nella classificazione sismica è infatti la 1 (la più alta)”, quindi è altrettanto alta la possibilità che in quella zona si verifichi un terremoto.

In quell’area, ha proseguito Cocco, “tutti gli edifici nuovi devono essere costruiti con criteri antisismici, il problema è che in quelle zone di edifici nuovi ce ne sono ben pochi e addirittura il 50% delle scuole è stato costruito prima del 1980, quindi senza alcun criterio antisismico”. Per questo, ha concluso, “l’unico modo per evitare i danni che si sono registrati è la prevenzione”.

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