L’OCEANO PACIFICO E’ NATO DA UNO “SPASMO” GEOLOGICO È quanto dimostrato dalla nuova simulazione al computer creata dai geologi dell’Università di Utrecht,

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L’oceano Pacifico – il più esteso per superficie e volume del Pianeta – è nato da uno ‘spasmo’ geologico cominciato 190 milioni di anni fa, quando la crosta terrestre si è spaccata permettendo la risalita di magma incandescente che si è poi solidificato per formare la nuova crosta oceanica. È quanto dimostrato dalla nuova simulazione al computer creata dai geologi dell’Università di Utrecht, nei Paesi Bassi, e pubblicata su Science Advances.

La ricostruzione si basa sullo studio della parte più antica della placca del Pacifico, situata a est rispetto alla Fossa delle Marianne, la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo e localizzata tra Giappone, Filippine e Nuova Guinea. Studi precedenti avevano infatti suggerito che il Pacifico sarebbe nato dalla rottura della crosta terrestre in corrispondenza di una giunzione tra tre placche. L’ipotesi, però, non sembrava credibile perché la congiunzione era molto stabile da un punto di vista geologico, e quindi, difficilmente avrebbe potuto dare origine ad una frattura.

Secondo la simulazione dei geologi olandesi, al contrario, la tripla giunzione tra placche è risultata molto instabile, con i margini delle faglie che si sono mossi scivolando uno sull’altro in direzione opposta creando una frattura triangolare da cui sarebbe poi risalito il magma proveniente dallo strato del mantello sottostante.

L’oceano Pacifico occupa circa un terzo della superficie terrestre, con un’estensione di 179 milioni di km². Fu così battezzato da Magellano per via delle sue acque calme durante la prima circumnavigazione del globo, del 1519. L’obiettivo dei ricercatori di Utrecht, è quello di riuscire a spingere la simulazione ancora più indietro nel tempo, in modo da svelare la storia dell’oceano primitivo Panthalassa che circondava il super continente Pangea prima della nascita del Pacifico.

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