NUOVI INSEDIAMENTI A GERUSALEMME EST: LE CRITICHE DI USA, ONU E RUSSIA Il piano varato dal governo israeliano prevede la costruzione di centinaia di case in Cisgiordania e a Gerusalemme est

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Ha sollevato le critiche di Stati Uniti e numerose organizzazioni umanitarie internazionali, il piano varato dal governo israeliano che prevede la costruzione di centinaia di nuove case negli insediamenti della Cisgiordania e a Gerusalemme est, zone annesse ad Israele nel 1967 dopo la guerra dei sei giorni. La parte orientale della città include la Città Vecchia e alcuni dei luoghi considerati santi dalle religioni abramitiche (ebraismo, cristianesimo, islam), quali il Monte del Tempio, il Muro Occidentale, la moschea al-Aqsa nonché la basilica del Santo Sepolcro.

La politica espansionista israeliana è stata criticata dall’intero Quartetto per il Medio oriente, organismo composto, oltre che dagli Stati Uniti, anche da Onu, Unione europea e Russia. In un recente rapporto, i vertici del gruppo hanno chiesto a Israele di assumere “provvedimenti urgenti” per fermare l’espansione degli insediamenti nei Territori palestinesi, vale a dire in Cisgiordania, territorio sulla riva occidentale del fiume Giordano, e la striscia di Gaza, nella regione storico-geografica della Palestina.

In risposta alle critiche, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha autorizzato il piano per la realizzazione di centinaia di alloggi. Nello specifico, sarebbero in preparazione 560 nuovi edifici a Maale Adumim, sobborgo nella periferia di Gerusalemme; a questi si aggiungeranno 200 unità abitative all’interno della città stessa. Il piano prevede infine la creazione di 600 alloggi nella zona araba di Gerusalemme est.

“Se confermato – ha affermato il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, John Kirby – questo rapporto sarebbe l’ultimo atto di quello che appare un processo sistematico di confisca di terreni, espansione di insediamenti e legalizzazione di avamposti che minano le prospettive della soluzione a due Stati”.

Forti critiche giungono anche dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon che, attraverso il portavoce avanza “dubbi legittimi” in merito alle “intenzioni di lungo periodo” di Israele. Egli ricorda le dichiarazioni di alcuni ministri del governo, che parlano in modo aperto di “annessione della Cisgiordania”.

Critiche giungono infine anche da Yousif al-Mahmoud, portavoce dell’Autorità palestinese, contrario all’approvazione delle 800 nuove unità abitative complessive. Egli lancia un appello alla comunità internazionale, perché prenda provvedimenti urgenti contro l’escalation di Israele.

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