Brexit: e ora?

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giannone

In tanti secoli, il Regno Unito ha insegnato al mondo, a cominciare da Hume Smith, che la sola via alla ricchezza e alla pace è l’apertura e la capacità di cooperazione. Purtroppo, per questa tradizione liberale, che è in sintonia con la tradizione popolare di Don Sturzo e democristiana di De Gasperi, alla quale apparteniamo, oggi è un giorno triste. È stata rinnegata e tradita, dalle piccole paure irrazionali e dei bassi interessi.

Giorno tristissimo, oggi, se pensiamo alla memoria dei migliaia di soldati inglesi nei cimiteri di tutta l’Europa. Ma la storia va verso nuove possibili forme d’integrazione e ci auguriamo sempre verso politiche con la persona, qualunque persona, al centro e con la sua dignità. La storia non si farà arrestare da questi pochi milioni di anacronisti che tradiscono secoli di speranze e di sangue in cerca di una unità.

Queste scelte, miopi e poco intelligenti, purtroppo, si pagheranno con molte monete. I muri non durano, il vento della libertà finisce per abbatterli. Ci dispiace davvero per gli inglesi.

La Gran Bretagna ha scelto: Brexit; da oggi sarà fuori dall’Europa. Noi cristiani siamo invece per l’Europa dei Popoli e non della Finanza, secondo il progetto originario di tre politici cristiani: Adenauer -De Gasperi- Schuman.

Adesso dovremmo impegnarci a livello istituzionale nazionale ed europeo per togliere i grandi pesi Fiscal Compact – Fondo Salva Stati che il governo di Mario Monti aveva sottoscritto e ridurre lo strapotere della Germania, che avvantaggia enormemente l’economia tedesca e svantaggia fortemente quella degli Stati membri. Dobbiamo impegnarci “in casa nostra” per alleggerire i pesi del popolo italiano, quello operoso, la classe produttiva, il terzo Stato. Vogliamo un aggiornamento delle regole comunitarie, più Etica nella Società e nelle Istituzioni, più attenzione alle persone, più Sovranità Popolare. E questo può avvenire soltanto con il ridimensionamento dei tecnocrati di Bruxelles.

Antonino Giannone

Vice Presidente Associazione “Liberi e Forti”

Docente di Etica professionale e Relazioni industriali al Politecnico di Torino

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1 COMMENT

  1. Ehm … “Vogliamo un aggiornamento delle regole comunitarie, più Etica nella Società e nelle Istituzioni, più attenzione alle persone, più Sovranità Popolare. E questo può avvenire soltanto con il ridimensionamento dei tecnocrati di Bruxelles.” Tutto giusto, ma è quel “più Sovranità Popolare” che non mi convince … Il Popolo non salvò Barabba?

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