RUSSIA, L’UNIONE EUROPEA RINNOVA LE SANZIONI ECONOMICHE Renzi: "da sempre l'obiettivo dell' Italia è il dialogo e non la chiusura"

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L’Unione Europea ha rinnovato le sanzioni economiche nei confronti di Mosca, stabilite a seguito dell’annessione della Crimea nel 2014. La notizia è stata ufficializzata dal Consiglio europeo in un comunicato:” il Consiglio europeo (degli Stati membri) ha esteso fino al 23 giugno del 2017 le misure restrittive adottate in risposta all’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia”. A queste sanzioni,ovviamente, hanno fatto seguito le reazioni della Federazione, che all’Italia sono costate oltre 3 miliardi di scambi commerciali.

La notizia è giunta durante lo svolgimento del business forum di San Pietroburgo – la Davos russa che ogni anno riunisce migliaia di imprenditori da tutto il mondo – durante il quale Putin ha precisato che nelle relazioni con l’Europa bisogna essere in due, perché “i gol non si tirano in una sola porta”. A intervenire durante la conferenza, anche l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha esortato la Russia a fare il primo passo, revocando le sanzioni adottate in risposta a quelle occidentali.

“Abbiamo bisogno di riconquistare la fiducia nelle relazioni russo-europee e per ripristinare il livello di cooperazione – ha precisato Putin –. L’Europa, nonostante i problemi attuali, rimane il primo partner economico per la Russia, è il nostro vicino, e noi abbiamo a cuore ciò che accade ai nostri vicini. Siamo pronti a recuperare i rapporti con l’Ue ma questa non può essere una strada a senso unico”.

Quest’anno l’Italia è stata “ospite d’onore” del business forum russo e sulle sanzioni europee si è espresso anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il premier ha sottolineato come sia riduttivo parlare dei rapporti con la Russia solo in termini di sanzioni. “C’è un tema più grande – ha spiegato Renzi – che riguarda i rapporti tra la Ue e la Russia, tra la Comunità internazionale e Mosca. Da sempre l’obiettivo dell’ Italia è il dialogo e non la chiusura, costruire occasioni di incontro e non di lontananza”.

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