L’economia delle donne

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L’insufficiente partecipazione e permanenza delle donne nel mercato del lavoro, la questione del gap salariale, lo scarso accesso alle posizioni apicali, il tema della rappresentanza e rappresentatività femminile a tutti i livelli, restano ancora oggi tra i principali ostacoli da superare nel percorso di realizzazione del principio di parità e pari opportunità tra uomini e donne. Trovare adeguate soluzioni a questi problemi significa non solo dare risposte in termini di contrasto alle numerose discriminazioni esistenti ma assicurare anche maggiori risorse economiche per le famiglie, che con grande fatica ma anche con grande dignità hanno dato e stanno dando un grosso contributo contro le conseguenze sociali di una crisi senza fine. La Cisl sostiene da sempre che il lavoro delle donne è generatore di altro lavoro – come ad esempio i servizi – e protegge la famiglia dal rischio di povertà, specie quelle composte da madri sole con figli.

In questo periodo in cui necessitano grandi e coraggiosi cambiamenti per rilanciare crescita e sviluppo, il compito principale delle donne Cisl resta quello di valorizzare il portato proprio della cultura e della sensibilità femminile quali veicoli di innovazione nei rapporti sociali e nei modelli di comportamento, tesi a prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione e violenza, a partire dal contesto lavorativo. Ne consegue che la partecipazione, la rappresentanza e la rappresentatività delle donne devono continuare ad essere per la Cisl sfide centrali e parte integrante delle strategie e delle politiche organizzative e sindacali.

Durante questa prima parte del 2016 il Coordinamento Nazionale Donne ha già realizzato alcune azioni concrete finalizzate a rafforzare il proprio impegno su diverse tematiche, dalla partecipazione all’iniziativa “Per le donne crocifisse”, organizzata e promossa dall’associazione Papa Giovanni XXIII il 26 febbraio sul grave fenomeno in grande crescita della tratta destinata alla prostituzione di migliaia e migliaia di donne e spesso anche bambine, al Convegno del 2 marzo in seguito alla sottoscrizione dell’Accordo europeo 2007 in tema di violenza nei luoghi di lavoro, che ha dato avvio alla campagna Cisl “Tagete be happy a work”, che ci vedrà coinvolte attivamente nei territori, l fine di favorire il recepimento e l’attuazione dello stesso a livello locale.

Abbiamo contribuito alla stesura del recente Piano Nazionale sulla Tratta, pubblicato a fine febbraio. Abbiamo concretizzato l’8 marzo di quest’anno, insieme alla segreteria generale, devolvendo l’omonimo Fondo a favore della casa/rifugio dell’Anolf di Vercelli per le donne vittime di violenza sul piano europeo e nazionale. Abbiamo riprodotto il Manifesto della Cess in tema di contrasto alla segregazione lavorativa delle donne, orizzontale e verticale, che ne aumenta decisamente il rischio di povertà. Abbiamo richiesto e ottenuto, inoltre, dall’Inps, il 15 aprile scorso, la circolare che rende esigibile la misura istituita in via sperimentale nel D.lgs. n.80/2015 e che prevede per le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, con esclusione di quelle del settore domestico, vittime di violenza, di avvalersi di un periodo di congedo indennizzato per un massimo di 3 mesi.

Per quanto riguarda invece i prossimi impegni, gran parte della discussione si è incentrata sull’Evento nazionale in programma per il prossimo 21 giugno con l’obiettivo di affrontare le politiche di genere a 360 gradi: diritto di voto, maternità, conciliazione, famiglia, povertà, pensioni, violenza ecc., con un’attenzione particolare alla contrattazione, alla salute e sicurezza e al welfare sia a livello nazionale che internazionale.

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