MONACO BUDDISTA UCCISO A COLPI DI MACHETE IN BANGLADESH Prosegue la violenza di matrice religiosa nel Paese. Maung Shue U Chak, 75 anni, è stato ritrovato "in un mare di sangue"

433
bangladesh

Nuovo episodio di intolleranza religiosa in Bangladesh: un monaco buddista di 75 anni è stato ucciso a colpi di machete nel sud-est del Paese. E’ l’ultimo di una serie di omicidi mirati contro membri di minoranze religiose e blogger e intellettuali laici. Il corpo del monaco Maung Shue U Chak è stato ritrovato “in un mare di sangue” all’alba all’interno del tempio buddista, ha riferito il vice commissario di polizia del distretto di Bandarban, Jashim Uddin; almeno quattro persone avrebbero aggredito il religioso all’interno del recinto sacro situato a circa 350 chilometri dalla capitale, Dacca.

Il 2015 è stato un anno record per la violenza religiosa nel Paese. Nel mirino degli integralisti sono finiti attivisti, missionari, scuole, chiese e moschee. L’intolleranza si è manifestata in modo molto visibile durante l’intero anno. L’allarme, riportato dall’agenzia vaticana Fides, era stato lanciato da Rosaline Costa, attivista cattolica per anni impegnata nella Commissione “Giustizia e pace” e oggi direttore della Ong “Human Rights Trust”.

“L’aumento dell’estremismo religioso e dell’intolleranza – aveva detto – è una preoccupazione per tutti noi. Per la prima volta nel Bangladesh cittadini stranieri sono stati attaccati e uccisi. Si è registrato un aumento degli attacchi degli estremisti islamici contro liberi pensatori, blogger, scrittori, giornalisti, missionari, leader religiosi, cooperanti. Questi incidenti hanno trasformato il Paese in una valle di morte. Durante l’anno molti hanno lasciato il paese silenziosamente”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS