LA LIBIA CHIEDE AIUTO PER PROTEGGERE LE SUE RISORSE PETROLIFERE DALL’ISIS L’appello lanciato dal Consiglio presidenziale libico guidato da Fayez al Sarraj

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“Aiuti per proteggere” le risorse petrolifere del Paese minacciate dall’Isis. Li ha chiesti ad Onu, Nazioni europee e Stati africani confinanti il Consiglio presidenziale libico guidato da Fayez al Sarraj. In un comunicato, il Consiglio ha espresso profonda preoccupazione per gli avvertimenti ricevuti dalla Compagnia Nazionale Petrolifera (Noc) e dai rapporti delle forze di sicurezza su possibili attacchi a installazioni petrolifere, anche marittime. Da giorni nella zona di Sirte e soprattutto nella cosiddetta “mezzaluna petrolifera” i militanti dell’autoproclamato Stato islamico sono all’attacco di installazioni petrolifere e posti di blocco. Ieri i miliziani dell’Isis avrebbero preso il controllo del “Checkpoint 52”, a sud dell’importante porto petrolifero di Marsa Brega.

La preoccupazione sulla situazione libica e la necessità di capire come sostenere nel miglior modo possibile il governo di Fayez al Sarraj è stato uno degli elementi emersi nel vertice del G5 di Hannover. Il premier Matteo Renzi, al termine dell’incontro avvenuto nel castello di Herrenhausen, ha detto che “la linea di fondo è quella di un rapporto molto forte con il governo Sarraj e quando avrà da formalizzare le sue richieste troverà nell’Italia un partner sensibile. Siamo pronti a dare una mano dentro un progetto complessivo e all’interno della comunità internazionale”. I pozzi petroliferi sui quali il governo libico ha chiesto aiuto per la protezione, ha precisato il presidente del Consiglio, “non sono i pozzi dell’Eni. La richiesta riguarda altre strutture”.

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