CLIMA, RENZI FIRMA L’ACCORDO COP21, I COMPLIMENTI DI BAM KI-MOON Lo scopo comune è di contenere l’aumento della temperatura della Terra entro i 2°C

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha firmato all’Onu l’accordo sul clima di Parigi, Cop21. Subito dopo la firma, il premier italiano ha stretto la mano al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon. Poco prima, Ban si era complimentato con Renzi per aver rispettato perfettamente, al contrario di tanti altri suoi colleghi, i tempi riservati a ciascun capo di governo per intervenire davanti all’assemblea generale. Renzi, nel suo discorso, ha tenuto a sottolineare il ruolo da protagonista dell’Italia nel quadro dell’impegno mondiale per l’ambiente.

Nell’accordo sui cambiamenti climatici denominato COP 21, già approvato “per acclamazione” a Parigi il 12 dicembre scorso, l’Italia era stata tra i 195 Stati che si erano espressi in modo unanime, allo scopo di contenere l’aumento della temperatura della Terra entro i 2°C, e possibilmente entro 1,5°C, “per decarbonizzare l’economia e fuoriuscire dal sistema dei combustibili fossili”. L’impegno italiano è stato ribadito anche dal ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti su Twitter: “Che emozione, il mondo a Nyc firma l’accordo raggiunto alla Cop21. L’Italia e l’Europa ci sono, da protagonista”.

Alla cerimonia nel Palazzo di Vetro erano presenti 175 Paesi chiamati a siglare il trattato che certifica le sfide climatiche ed energetiche del futuro stilato il 12 dicembre scorso al termine della XXI Conferenza sui Mutamenti Climatici. Perché entri in vigore nel 2020, l’accordo deve essere firmato da almeno 55 Paesi che rappresentano almeno il 55% delle emissioni di gas serra. Il segretario generale dell’Onu, all’apertura della cerimonia ha ricordato l’inizio di un percorso difficile, ma “urgente”, incentivando tutti i Paesi a “muoversi rapidamente per unirsi all’accordo a livello nazionale in modo che possa diventare operativo il più presto possibile”.

Tra i sessanta capi di Stato e di governo seduti al tavolo per firmare l’accordo, vi era anche il presidente François Hollande – il quale ha affermato “Questa volta bisogna tradurre l’accordo di Parigi in azioni per fare fronte all’emergenza” – il vice premier cinese Zhang Gaoli, il primo ministro canadese Justin Trudeau e il Segretario di Stato Usa John Kerry. Nonostante la data obiettivo per l’accordo sia stata fissata al 2020, Cina e Stati Uniti – due tra i paesi più emettitori di gas serra al mondo, insieme all’India – hanno detto che ratificheranno quest’anno il patto e stanno spingendo per una rapida ratifica affinché l’accordo diventi operativo più presto, a fine 2016 o nel 2017.

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