U2, BONO: COMBATTERE L’ISIS CON LA RISATA In udienza al Senato britannico, il leader dello storico gruppo musicale ha presentato la sua proposta, seria, di azione per la sicurezza nazionale e mondiale

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Bono

Il gruppo musicale degli U2, si sa, è tematicamente impegnato in difesa dei diritti umani e civili. Così, auto-elettosi improvvisato ambasciatore di pace contro l’Isis, il leader dell’ormai storica Band ha dichiarato quale sarebbe, secondo lui, il modo giusto di combattere e vincere Daesh: con il potere della risata. “L’invio di comici, come Amy Schumer, Chris Rock e Sacha Baron Cohen sarebbe una valida alternativa per attacchi aerei”, ha detto parlando come referente in una SottoCommissione del Senato britannico, presieduta dal senatore Lindsay Graham, nell’ambito di una riunione sul tema della crisi in Medio Oriente, dell’estremismo islamico e del problema dei rifugiati, ieri, martedi 12.

“Manca una buona risata”, ha dichiarato Bono. “Penso che la comicità dovrebbe diffondersi. Se si parla con la violenza, si usa il loro linguaggio. Se si ride di loro, quando sembra che siano un passo avanti sulla strada del gioco dell’oca, si toglie loro potere”. Così, il suggerimento “militare” di inviare l’umorista e attrice Schumer insieme e all’attore e commediografo Rock, americani, con il comico e sceneggiatore inglese Baron Cohen.

Non è la prima volta che viene proposto qualcosa di simile, anche da esperti. E stiamo valutando la cosa seriamente”, ha commentato la senatrice Jeanne Shaheen.

La battaglia è, quindi, principalmente culturale. Il fanatismo e l’ideologia si combattono con l’ironia, che è capacità critica e auto-critica matura. E poi, con interventi concreti per vincere la povertà, l’isolamento e tutte le altre cause dei conflitti. “La lotta alla povertà e una efficiente Governance internazionale sono il migliore baluardo contro l’estremismo”, ha detto tra l’altro, Bono. In Africa, sono tre, le punte della lancia sociale, nella sua analisi: fanatismo, povertà e clima. “Sono la trinità diabolica del nemico, e la politica estera dovrebbe indirizzarsi per la soluzione di questo pericolo”. Se non si farà adesso, “pagheremo tutti il prezzo dopo”.

“C’è una minaccia esistenziale per l’Europa, come non si viveva dai tempi della Seconda Guerra mondiale”, ha affermato il leader degli U2, indossando occhiali rosa che lo aiutano soltanto a vedere meglio la realtà”. E che non gli impediscono di guardare con timore all’ipotesi della Brexit, dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Quanto alla crisi dei rifugiati, il suo pensiero è che “gli investimenti umanitari, di aiuto ai profughi, non sono carità, ma riguardano al sicurezza nazionale”.

Bono ha fondato la One Company, un gruppo di pressione impegnato nel contrasto alla povertà e nella prevenzione delle malattie.

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