CAMPOBASSO, CUSTODE MUORE MENTRE TENTA DI SPEGNERE UN ROGO L'uomo ha avuto un infarto mentre tentava di domare le fiamme, per salvare la vita dei 50 ragazzi del Convitto

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Tragedia nella notte a Campobasso, in Molise. Un uomo, Domenico Di Maria, è morto stroncato da un infarto, mentre tentava di domare un incendio doloso nel Convitto nazionale “Mario Pagano”, dove lavorava come custode. Il rogo, secondo i primi riscontri degli investigatori, sarebbe di natura dolosa per mano di ignoti. Sono in corso le indagini delle forze dell’ordine per capire chi potesse essere interessato a distruggere un edificio che ospita scuole di diverso grado, dalle elementari al liceo. Secondo le prime ricostruzioni, il dramma è accaduto prima delle quattro di mattina, quando il rogo ha distrutto uno degli ingressi del Convitto, un edificio di pregio storico e una importante istituzione culturale del capoluogo molisano.

Le fiamme aerano partite da portone che affaccia su Corso Bucci. Di Maria, custode di notte del “Pagano”, stava correndo con l’estintore verso il portone laterale per domare l’incendio. Era agitato e spaventato, aveva visto il fumo e le fiamme divampare e temeva per la vita dei circa cinquanta ragazzi che dormivano nelle camere del Convitto. Non è riuscito nel suo lodevole intento, perché è caduto a terra colpito da un infarto, mentre attraversava il viale che conduce all’ingresso principale della scuola. Un attimo dopo i vigili del fuoco erano sul posto per spegnere i sacchi dell’immondizia in fiamme a cui qualcuno poco prima aveva dato fuoco, forse per una bravata. Per quasi un’ora, i sanitari del 118 hanno cercato di rianimare il custode notturno, ma per l’uomo, separato dalla moglie e padre di tre figli, non c’è stato nulla da fare.

Sempre nela giornata di ieri, un’altra tragedia ha scosso la città di Cosenza, in Calabria. Due perone, padre e figlio, Francesco e Nicola De Sando, 50 e 25 anni, sono morte in un incidente sul lavoro a San Mango d’Aquino, nell’azienda di allevamento di suini proprietà dei due. Secondo i carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli, i due sono deceduti a causa delle esalazioni dei liquami derivanti dalle feci e dalle urine dei maiali. Le vittime stavano svuotando la vasca in cui i liquami erano contenuti. Il primo a morire, dopo essersi calato nella vasca, è stato Francesco De Sando. Il figlio Nicola, accortosi che il padre aveva perso i sensi e non dava segni di vita, si è calato anche lui nella vasca, perdendo dopo poco la vita. I corpi delle due vittime sono stati recuperati dai vigili del fuoco del Nucleo speleo alpino fluviale di Cosenza. I carabinieri hanno poi accertato l’accidentalità dei fatti, escludendo qualsiasi responsabilità di terzi.

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