INDIA, PASQUA RICCA DI CONVERSIONI "Solo l’amore porta le persone a Gesù – dice l’arcivescovo Machado - attenzione al proselitismo: è diabolico"

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Una Pasqua ricca di conversioni al cattolicesimo è quella che si appresta a passare la diocesi di Vasai, nello stato indiano di Maharashtra. Ne è certo il vescovo, Mons. Felix Machado, che è testimone del percorso di conversione intrapreso da molti adulti della sua diocesi. “Durante questo Anno della Misericordia, è un fatto che tante persone sono rimaste attratte da Gesù”, ha dichiarato il monsignore. In molti hanno deciso di intraprendere il rito dell’Iniziazione cristiana, “per diventare discepoli di Gesù, ma senza rinnegare le proprie origini”. Nella disperazione del mondo attuale, ha spiegato l’arcivescovo, “Gesù è il volto della misericordia di Dio. Le persone sono toccate da lui, consolate, incoraggiate e perdonate. Egli è mistero trascendentale ma anche storia concreta”.

Mons. Machado, che è anche presidente dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Federazione delle conferenze episcopali asiatiche (Fabc), ha raccontato la conversione di una giovane ragazza della sua parrocchia che da musulmana ha deciso di convertirsi percorrendo le tappe del rito dell’Iniziazione cristiana per gli adulti (Rcia). “Questa ragazza – ha detto Machado – ha reso una testimonianza così emozionante del suo incontro con Gesù, che sono rimasto sbalordito. È una persona normale, intelligente ed equilibrata. Io le ho chiesto cosa pensassero i genitori a proposito della sua scelta, e lei mi ha riportato il loro dialogo – un modo molto sano di guardare le cose, molto incoraggiante”. Per questo, afferma, “Niente viene fatto di nascosto. La Chiesa non può sottrarsi alla sua responsabilità di permettere alle persone di andare più a fondo nell’incontro con Gesù, che è testimoniato dagli apostoli”.

L’arcivescovo aggiunge che gli adulti che hanno deciso di convertirsi “amano anche la loro religione di origine. Da una parte vogliono diventare discepoli autentici di Gesù, dall’altra non rinnegano il loro passato e continuano a edificare quel ponte originario che li ha portati verso di Lui”. Per quanto riguarda i motivi che spingono indù e musulmani ad avvicinarsi al cristianesimo, spiega, “bisogna valutare il mondo attuale. Oggi le persone sono disperate e vedono in Gesù il volto della misericordia di Dio Padre. La misericordia di Dio non in termini astratti. Misericordia è un gesto, una parola, una voce, una persona reale. È questo che li ha attratti a Gesù. Egli è mistero trascendentale, ma allo stesso tempo anche storia concreta. Quando le persone entrano nella sua vita, sperimentano queste cose”. “Solo l’amore attrae le persone – ha concluso l’arcivescovo –. Noi dobbiamo sempre essere vigili e consapevoli delle forme errate di proselitismo, perché questo è il lavoro del diavolo. Le persone arrivano a Gesù solo perché sono attratte da Lui. Il Suo amore è l’unica strada che spinge verso di Lui”.

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