“EVERYTHING’S BEAUTIFUL”, ECCO L’ALBUM TRIBUTO DI MILES DAVIS A 25 anni dalla morte dell'artista anche un biopic diretto da Don Cheadle

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Miles-Davis

A 25 anni dalla morte, esce il prossimo 1 aprile “Miles ahead”, biopic diretto e interpretato dall’attore Don Cheadle (premio Oscar per “Hotel Rwanda”) e dedicato alla vita della leggenda del jazz Miles Davis. La pellicola è accompagnata da una colonna sonora composta da brani originali di Davis, che sarà affiancata da un disco particolare concepito da Robert Glasper che già si è occupato di sovrintendere alla parte musicale del film. Glasper ha pensato di assemblare un disco-tributo a Davis che raccolga i brani della colonna sonora originale, ma reinterpretati da altri artisti del calibro di Stevie Wonder e Bilal.

Il titolo dell’album è “Everything’s beautiful” e sarà disponibile dal prossimo 27 maggio, il giorno seguente quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno di Miles, nato in Illinois il 26 maggio 1926; gli artisti chiamati a cimentarsi con i brani del grande jazzista, considerato uno dei più influenti, innovativi ed originali musicisti del XX secolo, sono: Erykah Badu, Stevie Wonder, Bilal, Phonte, Hiatus Kaiyote, Illa J, Laura Mvula, KING, Georgia Ann Muldrow, John Scofield e Ledisi.

Questa è la tracklist del disco: 1. Talking Shit; 2. Ghetto Walkin (Feat. Bilal); 3. They Can’t Hold Me Down (Feat. Illa J); 4. Maiysha (So Long) (Feat. Erykah Badu); 5. Violets (Feat. Phonte); 6. Little Church (Feat. Hiatus Kaiyote); 7. Silence Is The Way (Feat. Laura Mvula); 8. Song For Selim (Feat. KING); 9. Milestones (Feat. Georgia Ann Muldrow); 10. I’m Leaving You (Feat. John Scofield & Ledisi); 11. Right On Brotha (Feat. Stevie Wonder). Miles Dewey Davis III, nato in una ricca famiglia afro-americana (il padre era dentista e la madre pianista) ricevette in regalo la su aprima tromba a 13 anni.

Dotato di uno stile inconfondibile ed una incomparabile gamma espressiva, per quasi trent’anni Miles Davis è stato una figura chiave del jazz e della musica popolare del XX secolo in generale. Nonostante non fosse u virtuoso dello strumento, almeno dal punto di vista tecnico, egli è tuttavia considerato da molti uno dei più grandi trombettisti jazz della storia, non solo per la forza innovatrice della composizione, ma anche per il suo suono – che divenne praticamente un marchio di fabbrica – e l’emotività controllata caratteristica della sua personalità solistica, che in dischi come Kind of Blue trova forse la sua massima espressione.

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