INDIA, E’ ONLINE IL PRIMO SITO WEB SULLE VITTIME CRISTIANE DELL’ORISSA Creato da un gruppo di attivisti con lo scopo di essere una fonte di informazioni sui pogrom del 2008

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L’idea è nata da un gruppo di attivisti, esperti, avvocati, intellettuali, scrittori e artisti. Hanno commissionato la creazione del primo sito web dedicato ai pogrom contro i cristiani scatenati nel 2008 dai radicali indù nello stato indiano dell’Orissa. Ajaya Kumar Singh, uno dei moderatori del nuovo sito, ha spiegato come è stato ideato: “I promotori erano frustrati dal passo di lumaca del processo giudiziario, che ha visto molti assassini e piromani farla franca, mentre molti altri non sono stati arrestati”.

La pagina web (www.kandhamal.net), secondo i suoi promotori, “ha l’ambizione di essere un’autentica fonte d’informazione, dati e documenti legali che possono essere usati dai gruppi di sostegno legale e dai ricercatori che lavorano con i sopravvissuti delle violenze”. L’obiettivo è attirare l’attenzione sull’incapacità dei governi e dell’amministrazione federale di assicurare giustizia e riabilitazione per le vittime di quello che in molti considerano il massacro più terribile, contro la comunità cristiana, dei tempi recenti in India.

La causa degli omicidi risale al 23 agosto 2008, quando un gruppo maoista ha ucciso il leader indù Laxamananda Saraswati nel suo ashram. Nonostante i guerriglieri abbiano ammesso subito la loro responsabilità, i radicali indù hanno incolpato i cristiani, da tempo criticati dal guru per il loro impegno sociale con tribali e i dalit (fuori casta), e accusati (insieme a vescovi, sacerdoti e suore) di fare proselitismo. Le violenze del Vishwa Hindu Parishad si sono protratte per diverse settimane e hanno causato la morte di 101 cristiani; molte donne hanno subito violenze di gruppo, tra cui alcune suore; 8.500 case e 395 chiese sono state bruciate; oltre 56mila persone sono fuggite.

Singh ricorda che Naveen Pattnaik, chief minister dello Stato, ha nominato due commissioni d’inchiesta che hanno presentato i loro rapporti alla fine dello scorso anno. Tuttavia, i documenti non sono stati ancora resi pubblici. La comunità cristiana ha boicottato le commissioni per i pregiudizi che i due giudici hanno dimostrato nel corso delle audizioni, e per le presunte coercizioni delle vittime. In base agli ultimi dati di gennaio 2016, sono state presentate 3.232 denunce; di queste, solo 827 sono state registrate e la polizia ha raccolto i dati degli imputati in 512 casi. Su 30 episodi confermati di omicidio, sono state emesse solo due condanne. Ad oggi, nessun accusato di omicidio o stupro si trova in carcere.

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