CASO REGENI: IL GIORNO DELLA SCOMPARSA FECE 20 TELEFONATE La prossima settimana dovrebbero arrivare i risultati definitivi dell'autopsia

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Prima della sua scomparsa, la sera del 25 gennaio, Giulio Regeni “effettuò 20 chiamate telefoniche”. A sostenerlo è una “fonte della sicurezza” al quotidiano egiziano Akhbar Al Youm. Secondo quanto riferisce il giornale, il rapporto della compagnia telefonica agli investigatori dà prove chiare per nutrire “sospetti”, e tale documento aiuta nella ricerca dei responsabili dell’omicidio. I servizi di sicurezza, si aggiunge, hanno quasi concluso anche l’interrogatorio delle persone e degli amici che avevano chiamato lo studente trovato cadavere in un fosso. Per circoscrivere ulteriormente gli spostamenti che il giovane ricercatore ha compiuto al Cairo prima delle 19.40 del 25 gennaio, giorno in cui se ne persero le tracce, il pm Sergio Colaiocco ha avanzato una richiesta alle società che gestiscono i maggiori social network per ottenere le sue password. Intanto, dall’esame del portatile del ricercatore consegnato alla Procura di Roma dai genitori non è emerso nessun rapporto con i servizi segreti italiani né di altri Paesi.

La prossima settimana dovrebbe portare un’impostante svolta alle indagini grazie ai risultati definitivi dell’autopsia e dell’arrivo, si augurano a piazzale Clodio, delle carte fornite dagli inquirenti egiziani. L’unica certezza per ora è che il delitto è stato eseguito da professionisti della tortura. Non siamo in presenza, quindi, di un fatto di sangue legato a droga (dall’autopsia non è emersa alcuna traccia di sostanze stupefacenti), ad una rapina o ad un fatto passionale, come ventilato dalla polizia egiziana nei giorni scorsi. Intanto, la famiglia del giovane ha voluto ringraziare “tutti i singoli cittadini, rappresentanti delle istituzioni, enti locali e associazioni, che stanno manifestando la loro vicinanza e che si sono impegnati a mantenere ferma la loro richiesta di verità riguardo all’uccisione di Giulio”. “’Verità per Giulio’ – ha sottolineato la famiglia Regeni – non è solo uno slogan ma una imprescindibile istanza di giustizia per tutti i cittadini”.

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