CORSA ALLA CASA BIANCA, VINCONO HILARY E TRUMP Tycoon spopola in Sud Carolina, ex first lady in Nevada

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Negli Usa continua la corsa alla Casa Bianca per Donald Trump che, nonostante il recente “scontro” con Papa Francesco per il muro contro gli immigrativince nettamente con oltre il 30% le primarie in South Carolina dopo il successo in New Hampshire, confermandosi il front runner da battere. Lascia invece l’ex governatore della Florida Jeb Bush: un risulato al di sotto del 10% per lui. Ora i suoi voti potrebbero confluire sul senatore Marco Rubio, che al 99% dei voti scrutinati supera il collega ultra conservatore Ted Cruz che comunque lo accredita come candidato dell’establishment del partito in funzione anti Trump.

Sul fronte democratico, è Hillary Clinton a consolidare la leadership portando a casa la vittoria del Nevada (52,6% a 47,3%, con l’88,5% dei voti scrutinati) dopo la pesante battuta d’arresto inflittale dallo sfidante Bernie Sanders. In Sud Carolina i primi exit poll e le prime proiezioni avevano visto il candidato anti establishment raggiungere quasi il 35% dei voti, sopra gli ultimi sondaggi, con un ampio margine di vantaggio sugli immediati inseguitori. Un trionfo confermato anche dallo scrutinio: 32,5%.

Anche se soddisfatto del risultato, Cruz vede allontanarsi la possibilità di essere l’alternativa  a Trump come candidato anti establishment, mentre Rubio sembra essere l’unica carta dei vertici del partito per contrastare il tycoon. Negli ultimi giorni ha collezionato il maggior numero di endorsement dai dirigenti Gop, sfruttando l'”effetto Haley”, l’emergente governatrice repubblicana del Sud Carolina che ha fatto campagna per lui e che potrebbe correre per la vice presidenza. Se Jeb si ritira dopo un magro 7,8%, il governatore dell’Ohio John Kasich, fermo a 7,6%, intende proseguire, come pure Ben Carson, ultimo con 7,2%.

Le primarie del Sud Carolina restano dominate da Trump, che sembra essere quasi avvantaggiato dallo scontro con il Pontefice in uno Stato dove i cattolici sono una minoranza, e dominano i fondamentalisti protestanti, ostili a questo Papa e timorosi dell’ingerenza Vaticana, come ai tempi del primo candidato cattolico per la Casa Bianca, John Kennedy. Trump, dopo la vittoria ha promesso che il muro sarà costruito, anche più alto, e sarà proprio il Messico a pagare per costruirlo.

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