GOOGLE ITALIA: CINQUE MANAGER INDAGATI PER EVASIONE FISCALE Secondo i pm l'azienda avrebbe dirottato nella sede di Dublino i profitti dall'attività commerciale svolta nel nostro Paese

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Sono cinque i manager di Google indagati a Milano per una presunta evasione fiscale da 227 milioni di euro. Si tratta di due dirigenti che, in epoche diverse, avevano rivestito la carica di presidente di Google Italia, due ex consiglieri di amministrazione della succursale italiana e di quella irlandese e l’ex difensore rappresentante di Google Ireland Limited. L’accusa ipotizzata nei loro confronti è omessa dichiarazione dei redditi ed è relativa al quinquennio compreso tra il 2008 e il 2013.

In particolare, stando alle indagini condotte dal pm Isidoro Palma, Google Italia avrebbe dirottato nella sede di Dublino i profitti dall’attività commerciale italiana per contabilizzarli in Irlanda e beneficiare così di un trattamento fiscale più leggero. L’accusa per i 5 manager, in poche parole, è quella di aver creato una “stabile organizzazione” per sottrarre al fisco il pagamento di tasse e imposte relative a contratti pubblicitari siglati da Google con clienti italiani.

E’ un caso “fotocopia” a quello che ha già coinvolto Apple: il gruppo fondato da Steve Jobs, accusato di evaso imposte per circa 880 milioni di euro, a fine dicembre scorso aveva sanato il proprio contenzioso tributario con il fisco italiano staccando un assegno di 318 milioni a favore dell’agenzia delle Entrate. A Milano restano indagati tre manager del gruppo di Cupertino, sempre per omessa dichiarazione dei redditi: il manager della società di diritto irlandese Apple Sales International Michael Thomas O’Sullivan e due figure apicali di Apple Italia, l’amministratore delegato Enzo Biagini e il direttore finanziario Mauro Cardaio.

L’indagine a loro carico è stata chiusa a marzo scorso ma loro posizione si è alleggerita dopo la chiusura del contenzioso tributario che, come già accaduto in altri casi analoghi (come quello del sondaggista Renato Mannheimer), potrebbe rappresentare la premessa per arrivare a un patteggiamento della pena sul fronte penale.

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