ANKARA, LA MERKEL ATTACCA IL CREMLINO: “INORRIDITA DAI RAID RUSSI” La cancelliera tedesca si trova in Turchia per parlare dell'emergenza migranti con il premier russo Davutoglu e il presidente Erdogna

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I raid russi di nuovo nell’occhio del ciclone. Questa volta a dichiarare apertamente il suo disappunto verso le azioni militari messe in campo dalla Russia contro i terroristi del sedicente Stato Islamico in Siria, è stata la cancelliera Angela Merkel che in questi giorni si trova ad Ankara, in Turchia, per discutere con il premier Ahmet Davutoglu e il presidente Recep Tayyip Erdogan dell’emergenza migranti e le misure da adottare per limitare l’afflusso verso l’Europa occidentale.

“Non sono solo scioccata ma anche inorridita” per le sofferenze subite dai civili a causa dei raid russi in Siria, ha detto la cancelliera tedesca al margine di una conferenza stampa congiunta con il premier turco Ahmet Davutoglu, spiegando che sia la Germania che la Turchia sono determinate a fare pressioni congiunte sull’Onu per chiedere di far rispettare una risoluzione di dicembre che invitava tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria a interrompere immediatamente qualsiasi attacco nei confronti della popolazione civile.

“In queste circostanze” in cui la Russia continua i suoi raid in Siria, costringendo alla fuga verso i Paesi vicini decine di migliaia di civili, “è difficile che possano avere luogo dei colloqui di pace. Questa situazione deve concludersi rapidamente”. Lo ha detto ad Ankara la cancelliera tedesca Angela Merkel. I colloqui di Ginevra sulla Siria sono stati sospesi la scorsa settimana dall’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura.

Per il premier Davutoglu, Aleppo “è di fatto sotto assedio. Siamo sull’orlo di una nuova tragedia umanitaria”. Inoltre il primo ministro turco ha denunciato che i raid russi compiuti negli ultimi giorni hanno costretto alla fuga decine di migliaia di civili verso il territorio turco.

Anche l’ong Human Rights Watch, in un rapporto pubblicato nella giornata di oggi, ha denunciato le atrocità commesse dai russi durante i loro raid. Secondo l’organizzazione non governativa, dal 26 gennaio ad oggi sarebbero morti almeno 37 civili, di cui 9 bambini. Tutti uccisi dai raid di aerei siriani e russi in cui sono state impiegate bombe a grappolo, messe al bando dalle convenzioni internazionali.

L’organizzazione per i diritti umani sottolinea che i bombardamenti sono avvenuti durante la recente offensiva governativa, appoggiata dai raid aerei russi, nelle province di Aleppo, Damasco, Idlib, Homs e Hama. Alla fine di dicembre anche Amnesty International aveva accusato i russi di far uso di bombe a grappolo, affermando che “centinaia di civili” erano stati uccisi nei raid di Mosca a partire dal loro inizio, il 30 settembre.

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