CASO ASSANGE, REGNO UNITO E SVEZIA: “NON TERREMO CONTO DEL RAPPORTO ONU” La madre del fondatore di Wikileaks ha dichiarato che il figlio ha gravi problemi di salute, ma il governo britannico ha deciso di non aiutarlo

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ASSANGE

Nuovi elementi si aggiungono alla delicata, quanto lunga vicenda di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks che dal giugno del 2012 vive all’interno dell’Ambasciata dell’Ecuador a Londra. In questi giorni il suo caso è stato riportato alla ribalta grazie alla pubblicazione del rapporto dell’Onu che ha definito che Assange è vittima di una “ingiusta detenzione”.

Mentre continuano i diverbi a livello internazionale, in queste ultime ore Christine, la madre di Assange, ha deciso di parlare delle condizioni del figlio, spiegando che ha seri problemi di salute. In un’intervista alla Abc-radio – fatta prima della pubblicazione del rapporto dell’Onu – la donna ha spiegato che il figlio ha gravi problemi di salute, tra cui un’infezione polmonare. “Il suo corpo – ha raccontato la madre di Assange – sta crollando a tal punto che ora ha problemi di cuore, un’infezione polmonare cronica e un forte dolore alla spalla”. Suo figlio, da quando è detenuto all’interno dell’ambasciata ecuadoriana, ha potuto esporsi alla luce del sole solo per brevi momenti. Inoltre la donna ha raccontato che i medici gli avrebbero prescritto una risonanza magnetica alla spalla e almeno un’ora di sole al giorno, ma “il governo britannico ha rifiutato”.

Dal canto suo la Gran Bretagna ha dichiarato di avere l’obbligo legale di arrestare Assange – accusato negli Usa per spionaggio e dalla Svezia per molestie sessuali – in quanto sul suo capo pende un mandato di arresto europeo. Inoltre il governo britannico ha già comunicato la sua decisione di contestare l’opinione del gruppo di lavoro dell’Onu.

Sulla volontarietà della permanenza di Assange nell’ambasciata dell’Ecuador fanno leva anche la procura e il governo svedesi, che hanno annunciato di non voler tener conto dei risultati del lavoro dell’Onu e liquidano la richiesta di liberare e risarcire Assange come un appello “che non ha nessun impatto sull’inchiesta in corso, sulla base della legge svedese

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