CISGIORDANIA, TRE ISRAELIANI FERITI NELLA COLONIA EBRAICA A BEIT EL La polizia ha comunicato di aver neutralizzato l'aggressore. I due feriti sono in condizioni gravi

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Continua l’Intifada in Terra Santa. Stamattina altri tre israeliani sono stati feriti in un attacco a colpi di arma da fuoco da un uomo palestinese nei pressi di un posto di blocco a Beit El, colonia ebraica in Cisgiordania. Lo dice la polizia secondo cui l’aggressore è stato “neutralizzato”. Le condizioni di due dei feriti, secondo la stessa fonte, sono considerate gravi. Secondo la Radio Militare, l’aggressore, arrivato in auto al posto di blocco è sceso ed ha aperto il fuoco da distanza ravvicinata. A sua volta è stato colpito dalla reazione delle forze di sicurezza e – ha detto il portavoce militare – ucciso. Secondo le fonti mediche della Mezzaluna Rossa Palestinese – la croce rossa mussulmana – nel 121° giorno di “Intifada di al-Quds”, gli scontri in Cisgiordania e Gerusalemme hanno portato al ferimento di 69 Palestinesi.

Solo lunedì scorso il ministero israeliano della Difesa aveva approvato i piani per costruire 153 nuove unità di insediamento nella Cisgiordania. Le autorità israeliane avevano approvato decine di unità in perlomeno quattro insediamenti in aree che includono Gerusalemme, il sud di Betlemme e la Valle del Giordano. Secondo il gruppo per i diritti Peace Now, la mossa segna la fine di un blocco ufficioso delle costruzioni nel territorio palestinese che durava da 18 mesi.

All’annnuncio del ministero della Difesa israeliano ha fatto seguito l’intervento del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon allarmato da una politica che continua ad ostacolare una soluzione al conflitto. Ban ha infatti condannato le violenze dell’Intifada dei coltelli (è di poche ore fa la notizia di un giovane israeliano accoltellato a Gerusalemme), ma ha sottolineato al contempo che gli insediamenti israeliani continuano a muoversi nell’illegalità oltraggiando la dignità della popolazione palestinese e la comunità internazionale. Una situazione che allontana di fatto Israele dal processo di pace e che, sempre secondo il Segretario ONU, porterà a una escalation di violenze.

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