SANTA SEDE E CINA VERSO UN’INTESA PER LA LIBERTÀ DI CULTO Il cattolicesimo viene ufficialmente riconosciuto, ma nei fatti il governo teme che possa nuocere al Partito Comunista

464
cattolici

Dopo anni di rapporti tesi, sembra finalmente vicina un’intesa tra la Cina e la Santa Sede. È quanto riporta Vatican Insider, che ha intervistato diversi sacerdoti “clandestini”, ossia religiosi che non si omologano ai dettami della politica religiosa cinese. Attualmente, infatti, la Cina riconosce cinque religioni – buddismo, taoismo, islam, cristianesimo e cattolicesimo- garantendogli formalmente libertà di culto. Nei fatti, però, tutte le organizzazioni religiose devono essere autorizzate dal governo cinese e le loro attività subiscono periodicamente controlli molto severi.

È da tempo che Papa Francesco sta lavorando per arrivare a una soluzione, mandando molti messaggi distensivi alla Cina – che ha spesso definito “Paese amico” – nella speranza di rendere più facile la vita dei tanti cattolici cinesi. Il governo cinese, infatti, vede nel cristianesimo una minaccia alla tendenza centralizzatrice del Partito Comunista. A ottobre dello scorso anno, però, c’è stata una prima visita di una delegazione vaticana a Pechino, annunciata dallo stesso cardinale Parolin, Segretario di Stato di Papa Bergoglio.

“Speriamo che la buona notizia dell’intesa tra Cina e Vaticano arrivi con prontezza, come passando dalla notte al giorno» dice a Vatican Insider Lin Xue Hai, prete “clandestino” della provincia del Fujian. Anche Hu Xiang Long, dalla Mongolia, è uno dei sacerdoti che non riconoscono l’autorità del governo cinese. A Vatican Insider ha detto: “la fede in Gesù può cambiare il cuore delle persone e tanti cinesi è come se attendessero questo cambiamento, operato da Cristo”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS