ROHANI A ROMA: IN BALLO ACCORDI PER 17 MILIARDI DI EURO Giro di incontri nella tre giorni italiana del presidente iraniano. Si parlerà di petrolio e non solo

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Italia e Iran sono pronte a firmare accordi per un valore di circa 17 miliardi di euro. Dopo la revoca delle sanzioni contro Teheran l’arrivo del presidente Hassan Rohani a Roma servirà a recuperare il rapporto economico e commerciale con l’ex Persia. Non solo petrolio ed energia, ma anche trasporti, infrastrutture, costruzioni. Da oggi e per tre giorni Rohani e la sua massiccia delegazione di 120 imprenditori e sei ministri saranno impegnati in una serie di incontri con le controparti italiane, tra i quali anche l’amministratore delegato dell’Eni Claudio de Scalzi. D’altra parte l’obiettivo dell’Italia è riportare l’interscambio con l’Iran ai livelli del 2010, ovvero a 7 miliardi di euro e l’export a 2,5 miliardi entro il 2018. Una cifra che nel 2014 è scesa a 1,596 miliardi (con un saldo positivo per l’Italia di 714 milioni).

Si prevede, inoltre, che il sistema bancario iraniano possa rientrare nel sistema Swift entro uno-due mesi, permettendo così il ritorno delle normali transazioni finanziarie internazionali finora impedite dalle sanzioni. E’ anche per dare maggiore intensità all’offensiva italiana che già l’8 e il 10 febbraio il ministro dei Trasporti Graziano Delrio guiderà una nuova missione a Teheran con il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi e quello dell’agricoltura Maurizio Martina. L’impegno della titolare dello Sviluppo economico comincerà comunque già in questi giorni nei colloqui con il ministro dell’Energia iraniano Bijan Namdar Zanganeh a margine del Business Forum Italia-Iran organizzato in collaborazione con Ice e Confindustria all’Hotel Parco dei Principi, ma anche nel successivo incontro al ministero con il ministro dell’Industria Mohammad Reza Nematzadeh.

Il settore economicamente più rilevante è ovviamente quello del petrolio e infatti è atteso un incontro tra Rohani e l’ad di Eni De Scalzi. L’Eni ha in Iran una presenza importante dal 1957 ma le sanzioni hanno di fatto bloccato ogni sviluppo. Ora si attende una revisione del sistema contrattuale e una soluzione, che appare ormai vicina, sugli 800 milioni di arretrati dovuti dalla compagnia statale Nioc. In ogni caso, in autunno e’ già stata firmata una bozza di memorandum di intesa per l’espansione della cooperazione bilaterale nel campo delle perforazioni petrolifere con la National Iranian Drilling Company. Vicino sembra anche un accordo per il recupero dei crediti di Sace, esposta per circa 1 miliardo nei confronti della banca centrale iraniana.

Ma a scaldare i motori è anche tutto il settore delle costruzioni per la manutenzione e l’ampliamento di molte infrastrutture nel paese, dalle autostrade ai porti e soprattutto quello delle ferrovie. L’Iran programma investimenti infrastrutturali per 15 miliardi di dollari, aperti anche alle iniziative italiane. In ballo la costruzione dell’ammodernamento della rete ferroviaria e della costruzione di una linea di alta velocità con aziende italiane a fare capofila del progetto. Si parla in particolare della tratta tra Teheran e Mashad e dell’alta velocità tra Teheran e Qom. Sempre su questo fronte, dopo la missione italiana a novembre si sarebbero aperte altre opportunità tra Fs e ferrovie iraniane con progetti in collaborazione in paesi terzi. Al centro dell’attenzione anche lo sviluppo delle strade, testimoniato dal recente incontro italo-iraniano all’Ance di Roma, presenti Anas e grandi gruppi come Astalli, Impregilo e Salini. A poche settimane dalla missione della presidente del Friuli Venezia Giulia Deborah Serracchiani, si dovrebbe parlare anche del ruolo del Porto di Trieste e della collaborazione con l’Islamic Republic of Iran Shipping Lines, al centro di un recente incontro a Teheran con il commissario dell’autorità portuale Zeno D’Agostino.

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