DDL CIRINNA’: MAGGIORANZA DIVISA, A RENZI MANCANO I NUMERI Sicuro il no dei centristi alla misura. Incertezze fra i cattolici dem. "Restiamo appesi al Movimento 5 Stelle"

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Matteo Renzi è in fibrillazione per il voto sulle unioni civili. Il Pd, favorevole al riconoscimento dei diritti di per sé, è diviso sulla questione della Stepchild Adoption, punto chiave del ddl Cirinnà. La norma che consente al compagno o alla compagna di adottare il figlio del proprio partner dello steso sesso. La posizione radicale assunta da Silvio Berlusconi, che, pur dicendosi favorevole alla regolarizzazione delle convivenze fra persone dello stesso sesso ha vietato ai suoi di votare a favore del disegno di legge proposto dal Partito Democratico, toglie al premier preziosi voti per il passaggio del testo. Anche perché il Pd non può contare sull’appoggio dei centristi, contrari a ogni forma di adozioni gay.

“Berlusconi ha messo Forza Italia sul no, la posizione dei centristi è nota e poi ci sono i nostri 30 senatori cattolici che, a parole dicono che voteranno il ddl, ma se ci sarà la stepchild molti potrebbero sfilarsi al voto finale… Così restiamo appesi ai 5 Stelle e questa non è proprio una garanzia”, hanno spiegato, preoccupati, alcuni parlamentari dem.

Fuori dal Palazzo, poi, si sta muovendo gran parte del mondo cattolico. Ci sono state le interviste del presidente emerito della Consulta, Cesare Mirabelli, e quella di monsignor Galantino, presidente dei vescovi italiani.  Aleggia anche la voce quantomeno di perplessità del capo dello Stato Sergio Mattarella sul testo Cirinnà così com’è. Ad alzare ancora di più la tensione, oggi, il sito Gay.it ha pubblicato una lista (con tanto di foto) di tutti i senatori Pd contrari alle adozioni.

Tutti elementi che, messi insieme, potrebbero anche far rivedere la decisione di palazzo Chigi sul no allo stralcio. Al momento, si spiega in ambienti parlamentari Pd, non c’è nessuna indicazione in questo senso e molti scommettono che Renzi non cambierà strada. Ma la situazione appare piuttosto complicata. Ieri sera, la riunione dei senatori della maggioranza dem è stata piuttosto tesa. I “renziani” pro-ddl Cirinnà hanno sondato i colleghi dell’area cattolica.

Da una parte la richiesta di abbassare i toni, arrivata direttamente da palazzo Chigi, e quindi la richiesta di “lealtà” ai senatori dem sul provvedimento. I cattolici, si riferisce, hanno garantito che la loro battaglia è concentrata sul punto delle adozioni (oggi verrà depositato l’emendamento sull’affido rafforzato) ma la minaccia del no nel voto finale le unioni civili, se ci sarà la stepchild, è stato il convitato di pietra di tutta la riunione.

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