BUON COMPLEANNO “MAMMA” RAI

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Il 3 gennaio del 1954 è una data storica per la Rai e per tutti i telespettatori. Iniziarono ufficialmente infatti proprio quel giorno di 62 anni le trasmissioni televisive, della Rai-Radio Televisione Italiana su un unico canale e rigorosamente in bianco e nero. “La RAI Radiotelevisione Italiana inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive”. Con questo storico annuncio, poco dopo le undici del mattino del 3 gennaio del 1954, appariva sullo schermo Fulvia Colombo. La prima presentatrice della storia della tv pubblica inaugurava il Programma Nazionale, l’attuale Rai 1, e – sempre lo stesso giorno – andava in onda il primo telegiornale. Iniziava così il regolare servizio di televisione che accompagna milioni di telespettatori ogni giorno da più di sei decadi.

I principali trasmettitori del tempo erano ubicati a Roma, Milano, Napoli, Torino e sul Monte Peglia, in Umbria. Il primo rotocalco andava in onda nel tardo pomeriggio con la storica “Domenica sportiva”, il programma sportivo che nel 2013 ha superato la soglia delle 3000 puntate. La trasmissione della Domenica Sportiva (detta anche La DS) nasceva, presso la sede di Milano, agli albori della televisione italiana con le immagini di Inter-Fiorentina, della Tre Valli Varesine ciclistica e del campionato italiano della 50 km di marcia. Solo nel febbraio 1965 La Ds si strutturava come vero e proprio programma con l’introduzione del conduttore, il primo dei quali fu Enzo Tortora.

Il primo programma dell’allora neonata Rai fu “Arrivi e partenze”, condotto da Mike Bongiorno, una trasmissione dedicata ai vip in transito a Roma. L’Italia uscita dagli anni difficili della ricostruzione cominciò a sognare il benessere della società opulenta. All’inizio i televisori sono pochi si incontrano nei bar o a casa dei pochi fortunati che si potevano permettere l’acquisto di un televisore. Ma da quel lontano 1954, la rivoluzione tecnologica è continua: dal bianco e nero al colore, dalla pellicola all’elettronica fino al digitale. E la storia non è ancora finita.

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