NORD COREA: ERGASTOLO PER UN MISSIONARIO CRISTIANO Il religioso, svanito nel nulla lo scorso gennaio, è stato condannato per crimini contro lo Stato

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religioso coreano

Il governo nord coreano ha condannato all’ergastolo un missionario cristiano canadese. Si tratta del reverendo Lim Hyeon-soo, 60 anni, guida spirituale della Light Korean Presbyterian Church di Toronto. Nel corso degli ultimi decenni l’uomo avrebbe compiuto circa un centinaio di visite nel regime dei Kim, tutti con motivi umanitari. Ma durante la sua ultima missine nel Paese asiatico, nel gennaio scorso, Lim è scomparso senza lasciare tracce appena entrato in Corea del Nord. Di lui non erano pervenute più notizie fino a quando, nelle scorse ore, la Corte Suprema del Popolo della Corea del Nord lo ha condannato all’ergastolo per “crimini contro lo Stato”. Lim Hyeon-soo avrebbe “confessato” un “piano sovversivo” per rovesciare il governo e creare al suo posto uno Stato di matrice religiosa. Inoltre, fra le accuse, vi è anche quella di aver organizzato un traffico di esseri umani verso la Corea del Sud, la Cina e la Mongolia. Il reverendo dovrà scontare la sentenza ai lavori forzati.

I suoi fedeli sostengono invece che nel corso degli anni egli “potrebbe aver aiutato” dei nordcoreani a fuggire dal regime, ma sempre e soltanto su loro richiesta e viene descritto da tutti come “del tutto non politico”. Le visite sono state compiute tutte per motivi umanitari, soprattutto nei confronti di anziani e orfani. Cittadino canadese, l’uomo è nato nella penisola coreana: tuttavia, il suo Paese d’adozione non ha una presenza diplomatica nel Paese e da sempre sconsiglia ai propri cittadini di visitare la Corea del Nord.

Negli ultimi anni i missionari cristiani protestanti sono stati spesso al centro di vicende giudiziarie in Corea del Nord. Il missionario australiano John Short, 75 anni, venne fermato il 16 febbraio 2014 con l’accusa di “distribuire materiale religioso”; il 3 marzo successivo è stato rilasciato “per motivi umanitari”. Più complicata la posizione dei cittadini statunitensi: gli ultimi due americani nelle mani di Pyongyang – Kenneth Bae e Matthew Miller – sono stati rilasciati soltanto dopo anni di carcere e grazie a un’intensa attività diplomatica.

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