DI “MALI” IN PEGGIO…

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MALI 2

Non si ferma la scia di sangue che in questi giorni sta scuotendo il mondo da occidente a oriente, da nord a sud. Dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre la furia omicida della jihad si è abbattuta su Bamako, capitale del Mali, dove l’hotel di lusso Radisson Blue è stato preso d’assalto da un commando composto da almeno 12 terroristi che hanno tenuto in ostaggio per ore 170 persone (140 ospiti e 30 persone dello staff). L’attacco è avvenuto intorno alle 7 del mattino quando i miliziani hanno fatto irruzione nella struttura urlando “Allah u Akbar!” (“Dio è grande”), sparando e facendo esplodere granate. I primi ostaggi sono stati liberati dagli stessi assalitori previa recita di alcuni versi del Corano. Per salvare gli altri è stato, però, necessario un blitz delle forze di sicurezza maliane, insieme a quelle Usa. Alla fine il bilancio parla di 27 vittime, terroristi compresi (tutti morti). Rilasciati i 12 membri dell’equipaggio dell’Air France e 5 dei sei ostaggi della Turkish Airlines che erano stati trattenuti nell’albergo.

Tra le vittime, secondo quanto riferito dalle autorità locali, ci sarebbero almeno un francese, un belga e due maliani, oltre che tre terroristi. L’attacco è stato rivendicato sia dal gruppo islamista Ansar Eddine, tra i protagonisti dell’insurrezione tuareg del 2013 nell’Azawad, sia dai qaedisti di al Mourabitoun, formazione armata fondata dal terrorista algerino Mokhtar Belmokhtar. La situazione resta comunque estremamente fluida e le informazioni sono ancora molto frammentarie, dal momento che il blitz delle forze speciali maliane, supportate dalle truppe Usa e francesi, non si e’ ancora concluso. Come riferito dal portavoce del ministero della Sicurezza del Mali, citato dall’emittente britannica “Bbc”, in questi minuti le forze speciali starebbero infatti ancora dando la caccia ad altri uomini armati nei piani alti dell’hotel. Quel che è certo finora è che tre degli assalitori che questa mattina hanno preso d’assalto l’hotel sono stati uccisi nel blitz. Fra i primi a essere liberati nel blitz, i 12 membri dell’equipaggio della compagnia Air France, mentre tre dipendenti della Turkish Airlines sarebbero riusciti a fuggire. Il Pentagono ha fatto sapere che anche 22 cittadini statunitensi – tra militari e civili – sono salvi.

Immediatamente dopo l’assalto, il primo ministro del Mali Modibo Keita e il ministro della Sicurezza Salif Traore’ hanno reso operativa una unita’ di crisi operativa nello stesso palazzo del governo, mentre il presidente Ibrahim Boubacar Keita, che questa mattina si trovava a N’Djamena, capitale del Ciad, per partecipare alla riunione dei leader G5 dei paesi dell’area del Sahel, ha condannato l’attacco rivolgendo ai cittadini maliani un appello alla calma. “Deploro quanto sta accadendo in Mali. Le forze di sicurezza sono state dispiegate per liberare gli ostaggi. Alcuni di questi sono già sono stati liberati. Mi appello al popolo del Mali affinche’ mantenga la calma e la serenità”, ha dichiarato Keita in una conferenza stampa-lampo tenuta prima di ripartire per Bamako.

 

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