Atac, stretta sugli autisti: “Obbligatorio il telefono di servizio, vietato quello privato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:25

Sono giorni concitati, questi, per il futuro di Atac. Con la municipalizzata dei Trasporti alle prese con il complicato percorso verso il concordato che dovrebbe salvarla dal crack, nella giornata di ieri si è radunata la Commissione mobilità, con il presidente Enrico Stefano a indire la riunione per un riepilogo delle problematiche dell’azienda e vagliare possibili soluzioni che, aspettando il passo decisivo, andrebbero a tamponare l’emergenza a breve termine. Prima fra tutti la stretta sui dipendenti, con l’applicazione di controlli più stringenti ed eventualmente di misure più severe in caso di negligenze. Nel mirino della Commissione ci sarebbero, in particolar modo, gli autisti: il responsabile del servizio di superficie, Alessandro Cafarelli, ha infatti proposto nuove norme comportamentali per i conducenti, riguardanti nello specifico l’uso del telefono cellulare.

Autisti reperebili

Stando a quanto illustrato dal responsabile nella riunione di ieri, ai dipendenti impiegati nella guida dei mezzi Atac non sarà più concesso l’uso del telefonopersonale in servizio, nemmeno con l’uso dell’auricolare, mentre sarà obbligatorio avere con sé quello di servizio. Non saranno ammesse dimenticanze, “perché gli autisti devono essere sempre reperibili” e in grado di comunicare tempestivamente con la centrale operativa. Un fattore determinante poiché, secondo i responsabili, ben840 corse al giorno salterebbero per mancanza di autisti. Al bando il telefono privato, dunque, con l’annuncio di controlli che, già a partire da questi giorni, verranno effettuati a campione sui dipendenti in servizio (con annessa possibilità di sanzioni).

Atac, pezzi di ricambio al minimo

Il confronto in Commissione, al di là del giro di vite sui dipendenti, è stata l’occasione per un riepilogo della situazione di Atac, con particolare attenzione a un parco mezzi che risulta fra le branche più colpite dalla crisi aziendale. Secondo il presidente Stefano, però, le difficoltà non hanno portato al deficit totale del servizio che, rispetto a un anno fa, vede addirittura uscire “circa 200 bus e tram in più ogni mattina. Si è passati da quota 1150 a 1350 circa grazie agli sforzi su ricambi e personale fatti dall’azienda”. Il problema principale sarebbe la manutenzione e la carenza di pezzi di ricambio, ridotta ad appena il 12% dello stock previsto a fronte di una flotta con età media di circa 12 anni.

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