Acquisti e vacanze coi soldi di Atac: 11 arresti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:48

Undici persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di peculato e simulazione di reato, sono state arrestate dai finanzieri del Comando provinciale di Roma a seguito di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma. Ad altre due è stato applicato l'obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.

L'indagine

Le indagini svolte dalle fiamme gialle del Gruppo Frascati, coordinate dalla Procura capitolina, hanno fatto emergere “gravi e reiterate condotte poste in essere da guardie particolari giurate dipendenti della società di vigilanza aggiudicatrice dell'appalto relativo alla gestione dei servizi di prelievo, ricarica, trasporto e vigilanza dei titoli di viaggio e del denaro delle casse automatiche (parcometri, biglietterie, macchine distributrici di biglietti bus e metro) di proprietà dell'Atac Spa“.

Il sistema

I diversi riscontri eseguiti, sia presso l'azienda municipalizzata sia esaminando le stesse macchine distributrici di biglietti, hanno permesso – secondo gli investigatori – di delineare “un collaudato sistema criminale, tanto semplice quanto dannoso. Gli indagati attraverso alcuni stratagemmi e approfittando della vetustà ed obsolescenza delle macchine emettitrici di biglietti, asportavano dalle casse banconote e monete, spesso anche non rendicontate dal contatore elettronico. Condotte criminali sistematiche e fonte di danni costanti per Atac. Il profitto veniva utilizzato per l'acquisto di beni di consumo di varia natura e per il pagamento di vacanze“.

Guadagno illecito

Tutti gli indagati – assicurano i finanzieri – erano ampiamente a conoscenza del sistema, ma alcuni di loro preferivano agire individualmente o, comunque, senza dividere con il collega di turno il provento dell'attività illecita. La media del guadagno illecito per ciascuno degli indagati è stimato tra i 250 e i 500 euro al giorno. Per giustificare gli ammanchi, quando rilevati dalla società titolare dell'appalto in sede di
rendicontazione, le guardie ricorrevano a espedienti di ogni tipo, arrivando anche a simulare dei tentativi di furto.

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