Don Buonaiuto sui migranti: “Accogliere le vittime, combattere le mafie”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:49

Si parla di migranti nella puntata odierna di “Uno Mattina“. La questione “Sea Watch” continua ad essere al centro del dibattito nazionale. Franco Di Mare e Benedetta Rinaldi hanno ospitato questa mattina don Aldo Buonaiuto, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII e protagonista della mediazione che consentì la risoluzione del caso Diciotti. 

Porti chiusi

“Porti chiusi, si o no?”. Questo il quesito posto dai conduttori ai due ospiti: accanto al direttore di “In Terris”, anche Lorenzo Mottola, caporedattore di “Libero”. Questa la posizione di don Buonaiuto: “No ai porti chiusi perchè non possiamo dire di 'no' alle persone vulnerabili”. “Non sono loro – ha affermato il sacerdote – a dover pagare il duro prezzo causato dai trafficanti”. Per il prete non devono rimetterci “le donne e i minori che già in Libia hanno subito tante violenze e torture“. Don Aldo ha però ribadito che i porti devono rimanere “chiusi ai trafficanti e agli scafisti”. 

Il ruolo dell'Europa

Franco Di Mare ha ricordato la disponibilità annunciata dall'Associazione Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, ad accogliere i minori che sono a bordo della Sea Watch 3. Un impegno confermato da don Buonaiuto: “Come abbiamo fatto in passato e come ha sempre fatto la Chiesa, abbiamo lanciato questo appello perché sui minori non si può aspettare”. Il direttore di In Terris è tornato poi a rilanciare la soluzione dei corridoi umanitari per garantire legalità e tutelare la sicurezza dei migranti: “Continuiamo a chiedere che i corridoi umanitari possano essere incentivati”. Il prete lo ha definito “l'unico canale legittimo per portare queste persone in sicurezza come dice lo stesso Ministro dell'Interno”. Una prova di ciò arriva da quanto avvenuto nei mesi scorsi con i voli arrivati dal Niger e dalla Libia. “Quindi – ha affermato don Aldo – per evitare che i trafficanti continuino ad attraversare il mare bisogna continuare sulla strada dei corridoi umanitari”. Infine, un richiamo all'Europa che sembra “abbastanza indifferente ed omissiva, trattandolo come un problema solo dell'Italia”. Il direttore di In Terris ha ricordato quanto detto il Papa nella conferenza stampa di ritorno da Panama: “Francesco ha riconosciuto che Italia e Grecia sono stati i Paesi più generosi. Occorre continuare su questa linea perché il soccorso in mare non deve mai mancare”. 

Caso Cardito

Don Aldo ha poi partecipato alla trasmissione “Storie Italiane”. Ospite di Eleonora Daniele, il sacerdote della Papa Giovanni XXIII ha commentato la tragedia di Cardito, dove un bambino è morto in seguito alle violente percosse del compagno della madre. “Un orrore che angoscia tutti gli italiani”, ha detto don Aldo. “Il pensiero che possano esserci adulti che sferrano la loro violenza sui bambini – ha aggiunto – ci fa stare tutti in pena”. Chi si macchia di episodi simili, ha affermato, “deve pagare in maniera esemplare perché i bambini non devono essere sfiorati”. Don Aldo ha detto che i bambini “sono il fiore sacro della vita”. 

Castel Volturno

“Storie Italiane” è tornato a Castel Volturno per denunciare la realtà della prostituzione di donne nigeriane, anche minorenni. Don Aldo ha elogiato la perseveranza della trasmissione di Raiuno. La situazione di Castel Volturno “purtroppo rappresenta uno spaccato di una realtà diffusa in tutta Italia”, ha detto. Migliaia sono le donne che vengono “sfruttate, schiavizzate e torturate”. Una tragedia che coinvolge tantissime ragazze minorenni. Don Buonaiuto ha puntato l'indice contro “quegli uomini che pensano di avere il diritto di acquistare il corpo di donne che potrebbero avere l'età delle loro figlie”.

Il grande lavoro della Papa Giovanni XXIII

Eleonora Daniele ha ricordato il lavoro svolto in questi 50 anni dalla Comunità Papa Giovanni XXIII contro la tratta e riconosciuto anche dal Presidente Mattarella con la cerimonia andata in scena a Rimini lo scorso dicembre. “Grazie al nostro fondatore don Oreste Benzi, ad oggi abbiamo portato via oltre 9 mila ragazze vittime della prostituzione ma il nostro cuore è rivolto alle 100 mila ancora presenti sui marciapiedi italiani”. Il sacerdote ha spiegato: “Io le incontro quasi tutte le notti; molte col pancione, alle prese con questo freddo, questo gelo. Bisogna vergognarsi di ciò”. La conduttrice ha raccontato dell'emozionante incontro con alcune delle donne salvate dal marciapiedi in una casa famiglia gestita da don Aldo. Quest'ultimo ha parlato di “ingiustizia insopportabile” nel sapere che “ogni giorno ci sono persone sfruttate nell'indifferenza generale”. “Vorrei vedere – ha aggiunto – cittadini e istituzioni ribellarsi di fronte alla criminalità che pensa di poter fare qualsiasi cosa”. Un monito, poi, contro l'omertà: “Troppi sanno e fanno finta di non sapere“, ha detto.

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