Mattarella telefona a Macron: “Lavoriamo insieme”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:08

Dopo alcune settimane tutt'altro che facili, a stemperare gli animi tra Italia e Francia ci ha provato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, in giornata, si è intrattenuto telefonicamente con il presidente francese, Emmanuel Macron, per cercare di appianare le divergenze “dopo il richiamo per consultazioni dell'ambasciatore di Francia in Italia”. Una telefonata distensiva utile, secondo le due parti, a rinsaldare l'imprescindibile legame fra i due Paesi, riaffermato da entrambi i presidenti in quanto “la relazione franco-italiana è nutrita da legami storici, economici, culturali e umani eccezionali”. Un passo formale che, nelle ultime ore, era stato quasi atteso soprattutto da Oltralpe per abbassare i toni della contesa e restare nell'ambito del confronto pacifico senza le escandescenze che hanno caratterizzato gli ultimi giorni.

 

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Le tensioni

Nei giorni scorsi, i rapporti tra i due Paesi avevano conosciuto un momento di particolare tensione quando l'ambasciatore francese era stato richiamato a Parigi per un confronto, dopo quelle che erano state definite “le recenti ingerenze dello Stato italiano” verso la Francia. Un clima esasperato, secondo Parigi, anche dai recenti attacchi subiti sul fronte del franco delle colonie e, non da ultimo, anche dall'incontro intercorso fra i leader pentastellati Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista con i rappresentanti dei gilet gialli, in Francia. Con una nota arrivata dal Ministero degli Esteri, si precisava che “essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazioni a fini elettorali è un'altra”. Nella stessa nota, a ogni modo, dal Quai d'Orsay si precisava che “la Francia è profondamente legata a questa relazione d'amicizia che alimenta cooperazioni in tutti i settori e una vicinanza tra i nostri popoli. L'amicizia franco-italiana è più che mai indispensabile per accettare le sfide che sono le nostre nel XXI secolo”. Anche nei giorni successivi, era stato ribadito che la convocazione dell'ambasciatore era avvenuta a scopo di puro confronto e non come atto ostile.

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