Conte: “Il futuro sono le auto elettriche e a idrogeno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:20

Selfie e foto con gli operai per il premier Giuseppe Conte all'arrivo nello stabilimento Fca di Melfi. Il presidente del Consiglio ha visitato il reparto lastratura della fabbrica lucana dove si producono 500X e Jeep Renegade. L’assemblea Anfia alla Fca di Melfi indicale prospettive della mobilità futura con Paolo Scudieri, Pietro Gorlier e il premier Giuseppe Conte. “Le sfide dell’automotive tra storia, realtà e futuro”, è il tema dell’appuntamento. Oggi, allo Stabilimento Fca di Melfi, nella zona industriale di San Nicola, l’assemblea ha riunito associati e stakeholders per fare il punto sulle attività associative e sui temi centrali nel dibattito relativo all’evoluzione del settore, riferisce la Nuova Irpinia.

Le prospettive della fusione Fca-Peugeot

Sulla fusione Fca-Psa “il governo non può rimanere indifferente rispetto a un progetto industriale così importante”, ha detto il premier Giuseppe Conte a margine della visita allo stabilimento Fca di Melfi. “Questa prospettiva progettuale – ha dichiarato il presidente del Consiglio – non deve compromettere in nessun modo gli stabilimenti e l'occupazione in Italia, anche per l'indotto. La migliore garanzia per assicurare il massimo livello occupazionale è innovare”, Conte ha parlato ai giornalisti a margine dell’assemblea pubblica dell’Anfia. “Innovare costantemente significa reggere la sfida della competitività. Oggi qui a Melfi  parliamo anche di questo. – osserva Conte – A marzo e a giugno partiranno le nuove linee dell'ibrido e anche Fca ha annunciato una svolta nel full elettrico. Bisogna lavorare già da ora nell'idrogeno, questa è la direzione”. Il premier, precisa Rainews 24,  ha poi specificato che “questi non sono eventi celebrativi in cui tagliare il nastro, ma complessi industriali in cui si innova maggiormente e dove si può prefigurare la strada del futuro”.   

La sfida sull’ibrido

Paolo Scudieri, presidente di Anfia (l’associazione nazionale filiera industria automobilistica), Pietro Gorlier, chief operating officer Europe, Middle East, Africa di Fiat Chrysler Automobiles; Gerrit Marx, president, commercial & specialty vehicles, Cnh industrial, Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei ministri. “Non certo casuale o di circostanza, la compresenza di governo, filiera dell’auto e del gruppo industriale che rappresenta il made in Italy nel settore promette novità in vista- sottolinea il quotidiano-. In casa di Fca e Cnh il governo è chiamato al confronto sulle prospettive industriali della mobilità in uno dei luoghi simbolo scelto dal Gruppo torinese per la sua sfida sull’ibrido e l’elettrico nel cuore del Mezzogiorno”. Melfi rappresenta uno dei poli produttivi italiani di maggiore innovazione nel cuore delle Aree interne nel Meridione d’Italia, sede della sfida sulla tecnologia ibrida che Fca lancia in uno stabilimento che ha appena festeggiato il suo primo quarto di secolo.

25 anni di presenza in Basilicata

“Questo storico impianto è uno dei fiori all’occhiello del Gruppo FCA, tra i suoi primi stabilimenti produttivi e, certamente, tra i più innovativi al mondo”, hanno affermato i rappresentanti dell’azienda nelle scorse settimane, quando si è celebrato il quarto di secolo dell’insediamento realizzato in Basilicata dalla Fiat. Con i suoi oltre 2 milioni di metri quadrati, dove circa 7.300 dipendenti sono impegnati nella produzione di vetture strategiche per il Gruppo, dalla 500X alla Jeep Renegade, esportate oggi in oltre 100 Paesi, a cui si sta aggiungendo la Jeep Compass, questo stabilimento offre una quinta adeguata per un confronto sulle prospettive di una mobilità elettrica, connessa e ad alta automazione.

Lo sviluppo dei modelli

Il presidente di Anfia, Paolo Scudieri, è un protagonista di questo confronto, segnalandosi come il promotore di una linea di ricerca che mira a ridefinire il rapporto ecologico tra veicolo privato e contesto ambientale urbano e rurale. A poca distanza da Melfi, all’azienda Altergon Italia Srl di Morra De Sanctis in Alta Irpinia, Paolo Scudieri ha presentato al premier Giuseppe Conte il progetto “Borgo 4.0 – Dalla tecnologia sostenibile a un nuovo umanesimo”, fornendo in anteprima alle rappresentanze istituzionali e imprenditoriali presenti i dettagli del programma scientifico per lo sviluppo dei futuri modelli di auto e mobilità che a Lioni si sperimenteranno prossimamente.

Uno scenario in vorticosa evoluzione

Da Melfi emergono indicazioni significative sulle prospettive dell’auto e della mobilità in Italia e del ruolo che il nostro Paese giocherà in questo scenario in vorticosa evoluzione. Se in occasione del tavolo sull’automotive, promosso nell’ottobre scorso al ministero per lo Sviluppo economico, il governo ha annunciato con il ministro Stefano Paruanelli che “intende supportare il processo di transizione dell’automotive con politiche mirate, consapevole del ruolo strategico per l’intera economia nazionale”, ora, sottolinea la Nuova Irpinia, i tempi sembrano maturi per concretizzare con scelte e impegni quei propositi.

Come all’alba del motore a scoppio

Se è vero ciò che il ministro disse allora, cioè che il settore auto “si caratterizza per il più elevato moltiplicatore sia in termini di valore aggiunto che di manodopera”, visto che “per ogni occupato nella fase industriale dell’auto si generano ulteriori due occupati nella filiera, con un rapporto sostanzialmente analogo anche per quanto riguarda il valore aggiunto e il Pil nazionale (moltiplicatore pari a 3,2)”, allora per il governo contribuire alla modernizzazione del Paese in questo ambito significa creare lavoro e sviluppo per tutti. Al di là dei gruppi di lavoro, occorre focalizzare ruoli, funzioni e obiettivi per filiera, produttori e governo, per ridare slancio all’Italia in un settore che l’ha vista innovatrice protagonista globalmente dall’alba del motore a scoppio a oggi.

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