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Xi a Palermo, un'eredità reciproca

Una visita breve ma intensa quella di Xi Jinping in Italia. Dopo l'incontro con Sergio Mattarella e la firma del memorandum con Conte, gran parte del sunto della due giorni italiana del presidente cinese si incentra sulla sua tappa a Palermo, che Xi ha lasciato dopo la sua visita a Palazzo dei Normanni e alla Cappella Palatina. Il presidente dell'Assemblea regionale, Gianfranco Micciché, ha tenuto a precisare come il presidente non si sia recato in Sicilia per parlare di affari ma per una breve vacanza facendo, a suo dire, “un grande regalo” alla cittadinanza e alla regione tutta. Della visita palermitana di Xi si è detto molto, inserendola nel contesto della nutrita rappresentanza della comunità cinese (oltre 4 mila persone) nel capoluogo alla possibilità di sviluppare un asse Palermo-Pechino da inserire nel contesto della Nuova Via della Seta.

La giornata

La mattinata, dopo la sua visita a Palazzo dei Normanni, si è svolta in gran parte fra i mosaici della Cappella Palatina, dove il presidente e sua moglie, Peng Liyuan, sono rimasti affascinati dalla bellezza degli intarsi rappresentanti i principali episodi biblici. Il saluto alla delegazione cinese è invece avvenuta a Villa Igiea, dove Xi ha alloggiato riservando 80 delle 110 stanze. Poi la partenza alla volta di Nizza, tappa francese prima della sua visita nel Principato di Monaco. Va detto che, al netto dell'assenza di temi commerciali o affaristici nella sua visita, Palermo sembra aver lasciato un segno nel presidente cinese e anche in sua moglie, che nella Cappella Palatina ha più volte chiesto a un fotografo di farsi immortalare fra i capolavori realizzati in mosaico. Un segno tanto profondo che Xi Jinping si dice certo che, già a partire da domani, “saranno molti i connazionali a visitare questa città”.

Prospettive

Un blitz palermitano che, anche per questo, potrebbe sviluppare in un colpo il già nutrito turismo del capoluogo siciliano, anche considerando quanto Xi Jinping sia rimasto affascinato dallo spettacolo tipico organizzato per lui. Ne è sicuro il leader dell'Ars, Micciché: “Quando in Cina sapranno che Xi è venuto qui, dovremo raddoppiare gli aeroporti”. Più discreto ma comunque ottimista il commento del sottosegretario Geraci: “Xi è molto seguito in Cina, ogni sua frase ha una cassa di risonanza enorme”. Ora non resta che attendere i riscontri. Probabilmente non ci sarà da attendere molto.

redazione

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