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Arezzo, arte e fede nel segno di Giorgio Vasari

Arte e fede nell’Arezzo rinascimentale. Documenti rari, stampe e antichi manoscritti per ripercorrere la storia del Vasari dalle origini della famiglia alla formazione. Dal lavoro di architetto e pittore fino alle diverse edizioni della sua opera letteraria più celebre, “Le Vite”. E a tutti gli altri testi di cui fu autore. Oltre a scritti e contributi successivi alla sua morte. Un percorso tra i tesori bibliografici custoditi nel catalogo della Biblioteca Città di Arezzo. Si apre oggi la rassegna “Per gloria dell’arte et honor degli Artefici. Vasari scrittore e artista immortale”. Un sistema di 10 esposizioni tra opere monumentali, nuovi allestimenti tematici e un grande evento internazionale. Per comporre il quadro della vita e dell’attività artistica di Giorgio Vasari nella sua città di origine, in occasione dei 450 anni dalla morte. Oltre ad ammirare la selezione di testi a cura di Elisa Boffa, durante il periodo di apertura di “Per gloria dell’arte et honor degli Artefici” sarà anche possibile assistere a un ciclo di conferenze e letture per approfondire la figura del Vasari accompagnati da scrittori, accademici e specialisti.
Il museo degli Uffizi a Firenze. Foto di Tzenik su Unsplash

Arte rinascimentale

“Arezzo. La città di Vasari” è il titolo del progetto che, da maggio 2024 a febbraio 2025, connetterà musei, biblioteche e archivi aretini per celebrare il pittore, architetto e storico dell’arte divenuto emblema del genio poliedrico tardo rinascimentale. Una geografia artistica per scoprire un organismo urbano ricco di suggestioni, capace di rievocare il contesto in cui visse e operò uno dei massimi protagonisti del Cinquecento, in relazione alla città che lo vide nascere e dove scelse di stabilirsi insieme alla moglie Niccolosa Bacci, ai suoi dintorni e al più vasto ambito storico e culturale di cui fu interprete. L’iniziativa è promossa e organizzata da Comune di Arezzo, Fondazione CR Firenze con Fondazione Guido D’Arezzo – ente presieduto dal sindaco della città Alessandro Ghinelli e diretto da Lorenzo Cinatti a cui dal 2018 è affidata dal Comune di Arezzo la gestione delle attività e dei presidi culturali sul territorio – in collaborazione con Direzione regionale musei della Toscana del Ministero della Cultura, Gallerie degli Uffizi, con la curatela del comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi nell’ambito delle celebrazioni per l’Anno Vasariano. Con il patrocinio di Ministero della Cultura, partner dell’iniziativa Archivio di Stato di Arezzo, Diocesi di Arezzo, Cortona e San Sepolcro, Biblioteca Città di Arezzo, Fraternita dei Laici di Arezzo, Fondazione Arezzo Intour. Progetto grafico a cura di Wml design.
Fonte: Galleria Sabauda

Impronta artistica

Perché possiamo definire Arezzo “la città di Vasari”? Indubbiamente l’autore de “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori” trascorse gran parte della sua vita tra la corte medicea di Firenze e Roma, ma è ad Arezzo che si legano le origini della sua famiglia sin dall’arrivo del nonno, Giorgio di Lazzaro Taldi da Cortona, nel corso del XV secolo. Un legame di sangue – come testimoniato dai documenti provenienti dal suo archivio – che si intreccia all’impronta artistica con cui lasciò ricordo indelebile sulla città, dalle Logge di Piazza Grande a Casa Vasari, fino al progetto di trasformazione della badia delle Sante Flora e Lucilla e ai dipinti che impreziosiscono le chiese della Santissima Annunziata e della Santissima Trinità. Da qui il progetto di collegare, come in una mappa, la Biblioteca Città di Arezzo, la Casa Museo Ivan Bruschi, la Fraternita dei Laici, la Galleria Comunale d’arte Moderna e Contemporanea, il Museo Archeologico Nazionale ‘Gaio Cilnio Mecenate’, il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna, il Museo di Casa Vasari, il Museo diocesano di Arte sacra, l’Archivio di Stato e il Museo Orodautore, per dare nuovo rilievo alle opere e ai documenti vasariani conservati nelle diverse sedi attraverso segnalazioni mirate e mostre dossier. Sottolineando il rilievo che la città ebbe nell’esperienza umana e artistica di Vasari.
Fonte: Uffizi

Linguaggio simbolico

Fulcro dell’iniziativa, a cui si affiancano itinerari sul territorio ed eventi collaterali, è una grande mostra internazionale, a cura di Cristina Acidini, con la collaborazione di Alessandra Baroni, che vede arrivare – o tornare – ad Arezzo opere da importanti collezioni internazionali. Con l’obiettivo di porre l’accento sul patrimonio di invenzioni sacre e profane messe a profitto da Vasari per la gloria del granduca Cosimo I, suo protettore dal 1550 alla morte. La grande esposizione, dal titolo “Giorgio Vasari. Il teatro delle Virtù”, si terrà presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea. Sensibile interprete dell’aria del tempo e insieme autore di notevoli innovazioni, in pittura Vasari praticò tenacemente il ricorso al linguaggio simbolico dell’allegoria, adeguando la propria arte a una pratica ricorrente nel Cinquecento sia nelle creazioni letterarie sia nell’espressione visiva. Dove i più svariati oggetti vanno a costituire un vocabolario ad alta intensità simbolica. Avvalendosi di grandi prestiti nazionali ed internazionali sono esposte – seguendo il tema dell’allegoria profana e sacra – tavole dipinte e disegni di Giorgio Vasari e di artisti contemporanei e collaboratori praticanti la stessa linea espressiva. Insieme a lettere, manoscritti e volumi a stampa provenienti dall’Archivio Vasari.
Giacomo Galeazzi

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