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“La salute non sia un privilegio”. Lungo i sentieri delle cure mediche

Sos-salute lungo i sentieri dell’Italia sanitaria. La forbice tra nord e sud si allarga. E sempre più persone, per ottenere cure adeguate, sono costrette a spostarsi dai piccoli centri alle grandi città. Viaggi spesso di centinaia di chilometri con soggiorni di molti giorni per lunghi periodi di ricovero. Secondo le ultime rilevazioni, il tempo di permanenza media delle persone costrette a spostarsi per curarsi lontano dalla propria città è di 6 giorni. Si stima, inoltre, che nel 69% dei casi i “migranti sanitari” devono effettuare più di uno spostamento per affrontare le cure. Nonostante tutte le difficoltà che sono costretti ad affrontare i pazienti migranti, l’85% delle persone non conosce associazioni come CasAmica. Queste realtà solidali si occupano di dare supporto proprio a chi deve curarsi lontano da casa. E chi è entrato in contatto con queste associazioni, ne riconosce l’utilità. E le reputa un valido aiuto in un momento complesso come quello in cui si è costretti ad affrontare la malattia lontano da casa propria e spesso anche dalla propria famiglia.

Foto di Olga Kononenko su Unsplash

Itinerari della salute

Sono in crescita, quindi, i migranti della sanità. Secondo Casamica Odv “in un anno sono aumentate dl 25% le richieste di accoglienza dei malati in Lazio e Lombardia”. L’organizzazione di volontariato CasAmica da quasi 40 anni si occupa di accogliere i malati costretti a curarsi lontano da casa e i loro familiari. Per sostenere la realizzazione della nuova struttura è stata lanciata una campagna con una numerazione solidale. Sms e chiamate da rete fissa al 45591 fino all’11 maggio. La nuova casa avrà un’ampiezza di 3mila metri quadri. E offrirà numerosi servizi ai migranti della salute. Il fenomeno della migrazione sanitaria, dunque, è in costante aumento. A confermarlo sono le rilevazioni dell’organizzazione di volontariato CasAmica che, in un solo anno, ha registrato un aumento del 25% delle richieste di accoglienza nelle proprie strutture dedicate alle persone costrette a sottoporsi a cure mediche fuori dalla propria regione e ai loro familiari. Per rispondere a questo importante aumento di richieste, CasAmica, che dal 1986 si occupa di accogliere in Lazio e Lombardia i migranti della salute e i loro parenti, sta realizzando alle porte di Milano una nuova struttura che potrà ospitare fino a 60 persone al giorno.

Foto di Total Shape su Unsplash

Accoglienza

“La nuova struttura ci permetterà di ampliare la nostra capacità di accoglienza e di offrire nuovi servizi alle tantissime persone costrette a spostarsi per curarsi”, spiega il direttore generale di CasAmica Stefano Gastaldi. “In quasi 40 anni di attività – aggiunge – abbiamo accolto migliaia di persone, offrendo loro non solo un posto in cui stare, ma anche il calore di una famiglia. Tutto questo è possibile grazie al supporto di oltre 120 volontari e agli operatori di CasAmica, che garantiscono i servizi e l’accoglienza nelle nostre case per 365 giorni l’anno. Tutte le strutture offrono non solo un aiuto concreto nelle questioni pratiche, ma anche sostegno psicologico ed emotivo agli ospiti e alle loro famiglie che devono affrontare un percorso di cura lontano da casa e spesso anche dai propri affetti“. La nuova casa verrà realizzata nei pressi di importanti poli di eccellenza sanitaria quali l’Istituto Nazionale dei Tumori, l’Istituto Neurologico Carlo Besta e l’IRCSS Ospedale San Raffaele di Milano. La struttura rappresenterà un’importante risorsa per gli oltre 140.000 migranti della salute che ogni anno raggiungono il capoluogo lombardo per sottoporsi a cure mediche spesso salvavita. Per sostenere la realizzazione della nuova struttura dedicata a chi è costretto a curarsi lontano da casa CasAmica ha lanciato appunto una campagna con numerazione solidale. Fino all’11 maggio è possibile fare una donazione con un sms o chiamata da rete fissa al 45591. L’avvio dei lavori è previsto prima dell’estate. Nel 2023 l’organizzazione, attraverso sei strutture per migranti della salute distribuite tra Milano, Roma e Lecco, ha aperto le porte a circa 6mila persone, offrendo quasi 43mila notti di accoglienza. In quasi 40 anni di attività, CasAmica ha accolto complessivamente 100mila migranti della salute, provenienti principalmente dalle regioni del Mezzogiorno.

Foto di Sasun Bughdaryan su Unsplash

Report

Come risulta da un recente report sulla migrazione sanitaria pubblicato da Fondazione Gimbe, la Lombardia (18,7%) è in testa alle regioni che coprono quasi la metà del totale della mobilità sanitaria attiva nel nostro Paese, seguita da Emilia-Romagna (17,4%), Veneto (12,7%) e Lazio (9,5%). Quasi tutte le Regioni meridionali hanno, invece, elevati indici di fuga, evidenziando un divario fra Nord e Sud in termini di servizi che ha un impatto economico notevole sulla vita dei malati e delle loro famiglie. Secondo il sondaggio Doxa Pharma e Bva Doxa “Curarsi lontano – uno sguardo sulla migrazione sanitaria” , infatti, circa 400.000 tra pazienti e accompagnatori hanno vissuto grandi difficoltà durante il percorso di cura, sia in termini emotivi che di costi. La nuova struttura per migranti della Salute di CasAmica avrà un’ampiezza di 3mila metri quadrati, tra interni ed esterni, sarà composta da 4 piani e potrà ospitare fino a 60 persone al giorno in 28 stanze e miniappartamenti. Alcuni dei quali riservati a pazienti particolarmente fragili che necessitano di una degenza separata. Ogni piano prevede spazi dedicati per gli accompagnatori con aree comuni composte da sala e cucina. Un’ampia area sarà dedicata ai bambini e alle loro esigenze con aree gioco e spazi per stimolarne la creatività.

 

Giacomo Galeazzi

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