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Assistenza sanitaria gratuita nel centro diocesano “Fratelli tutti”.La salute non è un lusso

La salute è un diritto, non un privilegio. “Se tutto è connesso- afferma il Papa – dobbiamo anche ripensare il concetto di salute in un’ottica integrale, che abbracci tutte le dimensioni della persona”. L’ “integralità” è la strada suggerita da Francesco che guarda alla guarigione che Gesù operava come ad un modo per restituire dignità alla persona. Le patologie infatti, aggiunge Jorge Mario Bergoglio, non potranno mai annullare il valore della vita umana. Dal concepimento alla fine naturale. Un orizzonte che la ricerca e chi opera nella sanità deve tenere presente. Una visione olistica della cura contribuisce a contrastare la “cultura dello scarto”. E che esclude quanti, per diversi motivi, non rispondono a certi canoni. È l’odierna cultura dello scarto. “Quello che non serve è fuori. Usa e getta, ma a tutti i livelli-evidenzia il Pontefice-. In una società che rischia di vedere i malati come un peso, un costo, occorre rimettere al centro ciò che non ha prezzo. Non si compra e non si vende”. Ossia la “dignità della persona”. Francesco indica l’ultimo antidoto nel bene comune, “rimedio al perseguire interessi di parte”.

Ambulatorio

Ad Asti è stato inaugurato l’ambulatorio “Fratelli tutti, progetto solidale della diocesi piemontesi che ha l’obiettivo di offrire assistenza sanitaria gratuita alle persone più povere. Un progetto che il vescovo di Asti Marco Prastaro aveva presentato a papa Francesco. Nella visita di restituzione fatta in Vaticano per ringraziare il Santo Padre del viaggio ad Asti il 19 e 20 novembre dello scorso anno. I locali si trovano in via Giovanni Giobert. Il centro può contare su un’equipe volontaria di medici, infermieri e operatori sociosanitari. L’accesso all’ambulatorio è riservato alle persone con Isee uguale o inferiore a 9.000 euro, che vengono segnalate dai centri di ascolto di Caritas. Presente al momento inaugurale anche il cardinale Matteo Maria Zuppi. Anche in campo sanitario è frequente la tentazione di far prevalere vantaggi economici o politici di qualche gruppo a discapito della maggior parte della popolazione. E questo vale anche sul piano dei rapporti internazionali. Da qui l’incoraggiamento papale ad operare a servizio dei malati e della società. Guardando all’esempio di San Giuseppe Moscati, “un buon samaritano” che ha saputo incarnare uno stile di cura integrale, nel territorio”.

Salute da tutelare

“Il mio desiderio è che questo segno di vicinanza diventi segno di vicinanza di tutta la comunità nel senso più ampio possibile – spiega monsignor Prastaro -. Ecco perché il nome Fratelli tutti ed ecco perché abbiamo chiesto a chi di mestiere fa il medico, l’infermiere, l’odontoiatra. O che comunque opera nella sanità di offrirsi volontario in questa opera al di là del suo credo, delle sue opinioni politiche. Fratelli tutti, appunto uniti nel focalizzarci nell’attenzione a chi è nel bisogno“. L’ambulatorio è operativo dall’inizio del mese di dicembre. Il modello è rappresentato dal magistero sociale di Francesco. Secondo il Papa, infatti, “i tagli alla sanità sono un oltraggio all’umanità“. Tre gli “antidoti” che Francesco suggerisce ai dirigenti della confederazione “Federsanità” per promuovere percorsi di integrazione socio-sanitaria e socio-assistenziale. Cioè la prossimità, l’integralità e il bene comune. “Farsi prossimi – afferma il Papa – significa che non ci siano malati di ‘serie A’ e di ‘serie B’”.

Dignità dei malati

Scorgere nei malati dei fratelli da prendere in carico e non un peso o un costo. Ma persone con la loro dignità. Ecco come Papa Francesco rimarca un concetto più volte espresso nel corso del suo magistero. La Confederazione “Federsanità” riunisce le aziende sanitarie locali, ospedaliere. Gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Insieme ai rappresentanti dell’associazione dei comuni italiani (Anci). Il Pontefice richiama l’attenzione sull’attualità. Denunciando le carenze del sistema sanitario. La pandemia ha insegnato che il “si salvi chi può” si traduce rapidamente nel “tutti contro tutti”. Allargando la forbice delle disuguaglianze. E aumentando la conflittualità. Occorre invece lavorare perché tutti abbiano accesso alle cure. Perché il sistema sanitario sia sostenuto e promosso. E perché continui ad essere gratuito. Quini tagliare le risorse per la sanità è appunto un oltraggio all’umanità. Francesco indica alcune strade per promuovere percorsi di integrazione socio-sanitaria e socio-assistenziale.

Salute e Ssn

La prima è la prossimità, “antidoto all’autoreferenzialità”. “Vedere nel paziente un altro me stesso spezza le catene dell’egoismo. Fa cadere il piedistallo sul quale a volte siamo tentati di salire. E spinge a riconoscerci fratelli. A prescindere dalla lingua. Dalla provenienza geografica. Dallo status sociale o dalla condizione di salute”, puntualizza il Pontefice. Fratelli da accudire, prendere in carico, accompagnare come fece Gesù con i discepoli di Emmaus. Farsi prossimi significa anche abbattere le distanze. Fare in modo che non ci siano malati di “serie A” e di “serie B”. Mettere in circolo le energie e le risorse. Perché nessuno sia escluso dall’assistenza socio-sanitaria. Francesco si riaggancia alle parole della presidente di Federsanità, riferisce Vatican News. Jorge Mario Bergoglio sottolinea l’importanza della sanità pubblica, soprattutto in Italia. Quando un Paese perde questa ricchezza che è la sanità pubblica, incomincia a fare distinzioni tra la popolazione. Cioè tra coloro che hanno accesso, che possono avere sanità, a pagamento. E coloro che sono senza servizio sanitario. “Per questo è una ricchezza vostra, qui in Italia, la sanità pubblica. Non perderla, per favore, non perderla!”, esorta il Pontefice.

Giacomo Galeazzi

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